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IL SILENZIO di Omar Falworth

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Il silenzio è il miglior mezzo per mettere in comunicazione la propria anima con l’anima della terra.

Il silenzio è l’amico migliore che aiuta a ritrovare se stessi quando ci si perde lungo le strade della vita.

Il silenzio è il miglior maestro per chi desidera imparare ad amare tutte le cose dell’universo.

Più si ama il silenzio meno si è vulnerabili al fascino chiassoso e vuoto della vita odierna.

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Una comitiva di zingari si fermò al pozzo di un cascinale. Un bambino di circa cinque anni uscì nel cortile, osservandoli ad occhi sgranati.
Uno zingaro in particolare lo affascinava, un pezzo d’uomo che aveva attinto un secchio d’acqua dal pozzo e stava lì, a gambe larghe, bevendo.
Un filo d’acqua gli scorreva giù per la barba di fuoco, corta e folta, e con le mani forti si reggeva il grosso secchio di legno alle labbra come se fosse stata una tazza.
Finito che ebbe, si tolse la fusciacca multicolore e con quella si asciugò la faccia. Poi si chinò e scrutò in fondo al pozzo.
Incuriosito, il bambino si alzò in punta di piedi per cercare di vedere oltre l’orlo del pozzo che cosa stesse guardando lo zingaro.
Il gigante si accorse del bambino e sorridendo lo sollevò da terra tra le braccia e disse :
” Sai chi ci sta laggiù ? ”

Il bambino scosse il capo e rispose :
” No ”

lo zingaro tenne il bambino sull’orlo del pozzo e continuò :
“Ci sta Dio , guarda ! Là, nell’acqua ferma come uno specchio ”

il bambino vide riflessa la propria immagine e disse :
” Ma quello sono io ! ”

Esclamò lo zingaro, rimettendolo con dolcezza a terra :
” Ah ! Ora sai dove sta Dio “

AMA LA TUA VITA

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Ama la tua vita!

Ma amala con tutto il cuore.

Non soltanto perchè ti regala centinaia di belle emozioni, ma soprattutto perchè ti offre miriadi di bellissime gioie…

Ama la tua vita!

Ma amala con tutto il cuore.

Anche se a volte ti mostra la sua faccia più scura.

Anche se a volte ti sembra un bizzarro rompicapo.

Anche se a volte è una fucina di stress e ansia.

Ama la tua vita!

Ma amala con tutto il cuore.

Non startene lì a pensare come aumenterebbe la tua felicità se avresti più denaro, più successo, più sicurezze o le altre cose che non hai…. Pensa invece alle tantissime cose che hai.

E se desideri avere più amore, non t’affannare a chiederlo agli altri, chiedilo alla tua vita. Essa può darti tutto l’amore che desideri, devi soltanto riuscire ad amarla con tutto il tuo cuore.

L’amore per la vita è l’amore più strano che esista… più si ama la vita, meno si ha bisogno d’amore… e più si riesce ad amare.

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Qual’è quella cosa che l’uomo non fa altro che cercare,cercare e cercare fino alla disperazione, fino all’esasperazione e addirittura si muore anche nel tentativo di cercarlo…..

la risposta è questa: IL LAVORO

Cerchiamo sempre e solo lavoro, siamo in tanti a cercarlo.

Tante persone in Italia e nel mondo cercano un lavoro, un occupazione , un SENSO PER LA LORO ESISTENZA

Non stiamo chiedendo la vincita del superenalotto, di vivere da comodoni, di essere privileggiati

Chiediamo di essere trattati da esseri umani, chiediamo l’essenziale per la nostra vita, chiediamo un lavoro per ogni uomo e donna che vuole vivere, sposarsi, formare una famiglia……….

SENZA IL LAVORO NON CI PUO’ ESSERE VITA

NOI VOGLIAMO LAVORARE PER VIVERE E NON PER ESSERE RICCHI

Quando i nostri politici lo capiranno sarà troppo tardi  perchè non ci sarà più vita

Ecco in cosa consiste la fine del mondo

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La crisi aveva picchiato duro, ed in famiglia tutti sentivano un nodo in gola! Il papà era stato messo in ” cassa-integrazione ” e, da giorni, si parlava solo di come riuscire a risparmiare.
Nessuno aveva voglia di parlare ! Improvvisamente, la mamma batté le mani, per attirare l’attenzione di tutti e disse :
“Tutti in piedi, e venite fuori, nel piccolo giardino ! Guardate il cielo ! ”

Tutti guardarono in su… L’immensa cupola, di velluto nero, era un trionfo di stelle, vive e pulsanti. Fissandolo, si provava come una vertigine, come se tutta quella brillante moltitudine li risucchiasse, in un vortice senza fondo.
Si sentirono piccoli, piccoli.
Si strinsero l’un l’altro, e si abbracciarono ! Quell’incredibile spettacolo li soggiogava, e li spronava: era tutto così grande, illimitato, senza tempo.
Allargava la mente ed il cuore, infondeva un nuovo coraggio.
Sembrava la grande pubblicità della speranza , disse, semplicemente, la mamma :
“È di notte, che si vedono le stelle!”

«Nei giorni bui, della nostra vita, solo la ” Fede “, può aiutarci, a vedere le “Stelle ” ! »

Una positività totale nella vita deve guidare l’animo del cristiano, in qualsiasi condizione si trovi, qualsiasi rimorso abbia, qualsiasi ingiustizia senta pesare su di sé, qualunque oscurità lo circondi, qualunque inimicizia, qualunque morte lo assalga, perché Dio, che ha fatto tutti gli esseri, è per il bene.
Dio è l’ipotesi positiva su tutto ciò che l’uomo vive.

IL RE NERO

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I tre Re Magi provenivano da punti diversi del mondo. Due erano bianchi, il terzo era nero. I tre re seguivano la stella che li guidava dall’alto del cielo. Ma una notte, la persero. Invano scrutavano il cielo: quell’astro splendente che li aveva guidati per notti e notti non c’era più.
I due Re Magi bianchi, saggi e matematici insigni della Mesopotamia, subito cominciarono a tracciare linee e cerchi nella sabbia con i loro bastoni. Poi si immersero in calcoli ed equazioni, sempre più sottili e complicati. Tenevano lontano il Re nero. Secondo loro, nulla sapeva della vera scienza.
Il Re nero approflttò della pausa imprevista. I cammelli erano stanchi e assetati , pensò :
” Dovremmo pensare anche ai poveri animali ”

Si procurò un secchio e cercò l’acqua alla fonte di un villaggio. Poi tornò e porse il secchio al primo cammello.
Mentre teneva il secchio sotto il muso dell’animale, ritrovò la stella. Si rispecchiava nell’acqua del secchio. Danzava in silenzio, sull’acqua che il cammello avidamente beveva. Così i tre Re Magi ritrovarono la strada per Betlemme.

I Padri del deserto raccontano la storia di un anziano che digiunò per settanta settimane mangiando una volta alla settimana. Voleva una risposta da Dio a proposito di un passo delle Scritture e Dio continuava a non svelargliene il significato. Allora si disse:
” Ecco, ho fatto tanta fatica e non m’è servito a nulla; andrò a chiederlo a un fratello ”

Appena chiuse la porta per andarsene, gli fu inviato un angelo del Signore, che gli disse:
” Le tue settanta settimane di digiuno non ti hanno avvicinato a Dio, ma ora che ti sei umiliato al punto da andare dal tuo fratello ti sono stato inviato a spiegarti il senso del passo della Scrittura ”

Gli svelò il senso di ciò che chiedeva, e poi si allontanò da lui.

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C’era una volta un re che rispondeva al nobile nome di Enrico il Saggio. Aveva tre figlie che si chiamavano Alba, Bettina e Carlotta. In segreto, il re preferiva Carlotta. Tuttavia, dovendo designare una sola di esse per la successione al trono, le fece chiamare tutte e tre e domandò loro:
” Mie care figlie, come mi amate ? ”

La più grande rispose:
” Padre, io ti amo come la luce del giorno, come il sole che dona la vita alle piante. Sei tu la mia luce ! ”

Soddisfatto, il re fece sedere Alba alla sua destra, poi chiamò la seconda figlia e gli fece la stessa domanda , Bettina rispose :
” Padre, io ti amo come il più grande tesoro del mondo, la tua saggezza vale più dell’oro e delle pietre preziose. Sei tu la mia ricchezza ! ”

Lusingato e cullato da questo filiale elogio, il re fece sedere Bettina alla sua sinistra. Poi chiamò Carlotta e gli chiese teneramente :
” E tu, piccola mia, come mi ami ? ”
La ragazza lo guardò fisso negli occhi e rispose senza esitare:
” Padre, io ti amo come il sale da cucina ! ”

Il re rimase interdetto:
” Che cosa hai detto ? ”

Carlotta disse di nuovo :
” Padre, io ti amo come il sale da cucina ”

La collera del re tuonò terribile:
” Insolente! Come osi, tu, luce dei miei occhi, trattarmi così ? Vattene ! Sei esiliata e diseredata ! ”

La povera Carlotta, piangendo tutte le sue lacrime, lasciò il castello e il regno di suo padre. Trovò un posto nelle cucine del re vicino e, siccome era bella, buona e brava, divenne in breve la capocuoca del re. Un giorno arrivò al palazzo il re Enrico. Tutti dicevano che era triste e solo. Aveva avuto tre figlie ma la prima era fuggita con un chitarrista californiano, la seconda era andata in Australia ad allevare canguri e la più piccola l’aveva cacciata via lui…

Carlotta riconobbe subito suo padre. Si mise ai fornelli e preparò i suoi piatti migliori. Ma invece del sale usò in tutti lo zucchero.
Il pranzo divenne il festival delle smorfie: tutti assaggiavano e sputavano poco educatamente nel tovagliolo.
Il re, rosso di collera, fece chiamare la cuoca.
La dolce Carlotta arrivò e soavemente disse:
” Tempo fa, mio padre mi cacciò perché avevo detto che lo amavo come il sale di cucina che dà gusto a tutti i cibi. Così, per non dargli un altro dispiacere, ho sostituito il sale importuno con lo zucchero ”

Il re Enrico si alzò con le lacrime agli occhi:
” E il sale della saggezza che parla per bocca tua, figlia mia. Perdonami e accetta la mia corona ”

Si fece una gran festa e tutti versarono lacrime di gioia: erano tutte salate, assicurano le cronache del tempo.

IL PROGRESSO

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Un esploratore percorreva le immense foreste dell’Amazzonia, nell’America del Sud.
Cercava eventuali giacimenti di petrolio e aveva molta fretta.
Per i primi due giorni gli indigeni che aveva ingaggiato come portatori si adattarono alla cadenza rapida e ansiosa che il bianco pretendeva di imporre a tutte le cose.
Ma al mattino del terzo giorno si fermarono silenziosi, immobili, l’aria totalmente assente.
Era chiaro che non avevano nessuna intenzione di rimettersi in marcia.
Impaziente, l’esploratore, indicando il suo orologio, con ampi gesti cercò di far capire al capo dei portatori che bisognava muoversi, perché il tempo premeva , rispose quello, tranquillo :
” Impossibile , questi uomini hanno camminato troppo in fretta e ora aspettano che la loro anima li raggiunga ”

Gli uomini della nostra epoca sono sempre più rapidi. E sono inquieti, frastornati e infelici. Perché la loro anima è rimasta indietro e non riesce più a raggiungerli.

INIZIO 2013

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1° giorno del 2013

buon giorno all’amore della mia vita …. la giornata comincia insieme a lei, il tempo di prepararci e poi si sale in macchina per andare a mangiare dai miei.  Nell’andare in viaggio quando potevo cercavo sempre di cogliere il suo sguardo, la sua dolcezza, tutto il suo amore. Anche cantare insieme la Santa messa della sera è stato bellissimo, cantare insieme nello stesso coro. una speranza che davvero non pensavo fosse possibile.

Per la chiesa cattolica questo è l’anno della fede, lo è anche per me ovviamente  ma per me voglio che sia anche L’ANNO DELL’AMORE

W L’AMORE   SENZA L’AMORE NON SI PUO’ VIVERE