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LA RICERCA DELL’UOMO

cercare

 

Qual’è quella cosa che l’uomo non fa altro che cercare,cercare e cercare fino alla disperazione, fino all’esasperazione e addirittura si muore anche nel tentativo di cercarlo…..

la risposta è questa: IL LAVORO

Cerchiamo sempre e solo lavoro, siamo in tanti a cercarlo.

Tante persone in Italia e nel mondo cercano un lavoro, un occupazione , un SENSO PER LA LORO ESISTENZA

Non stiamo chiedendo la vincita del superenalotto, di vivere da comodoni, di essere privileggiati

Chiediamo di essere trattati da esseri umani, chiediamo l’essenziale per la nostra vita, chiediamo un lavoro per ogni uomo e donna che vuole vivere, sposarsi, formare una famiglia……….

SENZA IL LAVORO NON CI PUO’ ESSERE VITA

NOI VOGLIAMO LAVORARE PER VIVERE E NON PER ESSERE RICCHI

Quando i nostri politici lo capiranno sarà troppo tardi  perchè non ci sarà più vita

Ecco in cosa consiste la fine del mondo

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Il postino suonò due volte. …Mancavano cinque giorni a Natale. Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati.
disse una voce dall’interno :
“ Avanti ”

Il postino entrò. Era una casa malandata: si trovò in una stanza piena d’ombre e di polvere. Seduto in una poltrona c’era un vecchio.
disse allegramente il postino :
“Guardi che stupendo pacco di Natale!”

disse il vecchio con la voce più triste che mai :
“ Grazie. Lo metta pure per terra, non c’è amore dentro ”

Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano. Sentiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone e quel vecchio non aveva certo l’aria di spassarsela male. Allora, perché era così triste? continuò il postino :
“ Ma, signore, non dovrebbe fare un po’ di festa a questo magnifico regalo ? ”

disse il vecchio con le lacrime agli occhi :
“ Non posso… Non posso proprio ” ,

E raccontò al postino la storia della figlia che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca. Tutti gli anni gli mandava un pacco, per Natale, con un bigliettino:
“ Da tua figlia Luisa e marito ” Mai un augurio personale, una visita, un invito: “Vieni a passare il Natale con noi”.

aggiunse il vecchio e si alzò stancamente :
“ Venga a vedere ”

Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino. il vecchio aprì la porta.
“ Ma … ” fece il postino.

Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi. Erano tutti quelli dei Natali precedenti. Intatti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti.
esclamò il postino allibito :
“ Ma non li ha neanche aperti ! ”

disse mestamente il vecchio :

“ No….Non c’è amore dentro ”

non riempiamo le case di regali senza amore, ma piuttosto svuotiamo le case di regali e riempiamole D ‘ AMORE

il papa e la Madonna

Vorrei quest’oggi riproporre a tutte le famiglie cristiane la preghiera del Rosario, perchè possano gustare la bellezza di fermarsi insieme a meditare, con Maria, i misteri gioiosi,dolorosi e gloriosi della nostra Redenzione, e così santificare i momenti lieti e quelli difficili della vita quotidiana. Pregare insieme aiouta la famiglia ad essere più unita,serena e fedele al Vangelo.

Maria, Regina del Santo Rosario,sia maestra e guida di ogni famiglia in questa preghiera, a me particolarmente cara.

Recitare il rosario significa mettersi alla scuola di Maria ed apprendere da Lei, Madre e Discepola di Cristo, come vivere in profondità ed in pienezza le esigenze della fede cristiana. Ella fu la prima credente, e della vita ecclesiale,Ella,nel Cenacolo, fu centro di unità e di carità tra i primi discepoli del suo Figlio.

Nella recita del Santo rosario non si tratta di ripettere delle formule, quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarle, di manifestarle le speranze, di confidarle le pene, di aprirle il cuore, di dichiararle la propria disponibilità ell’accettare i disegni di Dio, di prometterle fedeltà in ogni circostanza, sopratutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri della sua protezione, e convinti che Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra salvezza.

Recitando il Santo Rosario, infatti, noi contempliamo il Cristo da una prospettiva privileggiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; meditiamo cioè i misteri della vita, della passione e della resurrezione del Signore con gli occhi e col cuore di Colei che fu più vicina al suo Figlio.

Siamo assidui nella recita del Rosario sia nella comunità ecclesiale, sia nell’intimità delle nostre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute invocazioni unirà i cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e otterrà a tutti la pace e la gloria del Cristo nato,morto e risorto per noi.

GIOVANNI PAOLO II      26 OTTOBRE 1997