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IL PROGRESSO

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Un esploratore percorreva le immense foreste dell’Amazzonia, nell’America del Sud.
Cercava eventuali giacimenti di petrolio e aveva molta fretta.
Per i primi due giorni gli indigeni che aveva ingaggiato come portatori si adattarono alla cadenza rapida e ansiosa che il bianco pretendeva di imporre a tutte le cose.
Ma al mattino del terzo giorno si fermarono silenziosi, immobili, l’aria totalmente assente.
Era chiaro che non avevano nessuna intenzione di rimettersi in marcia.
Impaziente, l’esploratore, indicando il suo orologio, con ampi gesti cercò di far capire al capo dei portatori che bisognava muoversi, perché il tempo premeva , rispose quello, tranquillo :
” Impossibile , questi uomini hanno camminato troppo in fretta e ora aspettano che la loro anima li raggiunga ”

Gli uomini della nostra epoca sono sempre più rapidi. E sono inquieti, frastornati e infelici. Perché la loro anima è rimasta indietro e non riesce più a raggiungerli.

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LE VIRTU’ DIMENTICATE

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Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti per aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, naturalmente, si presentò il leone che disse :
” Solo un re è degno di servire il Re del mondo , Io mi piazzerò all’entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino ! ”

rispose l’angelo :
” Sei troppo violento ”

Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò:
” Io sono l’animale più adatto , per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato.Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo ! ”

rispose l’angelo :
” Sei troppo disonesta ! ”

Tronfio e splendente arrivò il pavone.Sciorinò la sua magnifica ruota color dell’iride e disse :
” Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone ! ”

gli rispose l’angelo :
” Sei troppo vanitoso ”

Passarono, uno dopo l’altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono. Invano L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l’asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.
L’angelo li chiamò:
” E voi non avete niente da offrire ? ”

rispose l’asino e afflosciando mestamente le lunghe orecchie:
“Niente , noi non abbiamo imparato niente oltre all’umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate ! ”

Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse:
” Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code ”
L’angelo finalmente sorrise e concluse :
” Voi siete quelli giusti ! ”

L’asino ed il bue della stalla di Betlemme rappresentano alcune virtù preziose: l’umiltà, la mansuetudine e la pazienza.
Tutte le virtù che il mondo prepotente dei nostri tempi ha dimenticato !

UNA MATURA PAZIENZA

Sul dolce declivio, di una collina delle Langhe, viveva una prospera comunità di peschi ! In primavera, i loro fiori formavano una morbida nuvola rosa, che faceva la gioia dei viandanti.
In mezzo ai peschi di lungo corso, era spuntato un giovane pesco, che cresceva vigoroso. Quando le giornate di fine Febbraio si fecero tiepide, il giovane pesco cominciò a chiedere:
«

 È ora ? Possiamo fiorire ? »

Il vecchio, ed esperto, pesco, accanto a lui gli rispose :
« Porta pazienza, ragazzo ! È presto ! . Possono ancora venire venti freddi, ed anche qualche gelata. Aspetta, verrà anche la tua ora ! »

Brontolando il giovane pesco annuiva, ma gonfiava le sue gemme , pensando :
« Sono solo invidiosi, perché sono vecchi ! »

Una delle ultime sere di Febbraio, illuminata da un sole particolarmente dolce, il giovane pesco tornò a chiedere:
« Adesso, posso fiorire ? »

Il vecchio pesco rispose:
« No, ragazzo mio ! non è ancora primavera , è probabile che vengano ancora giorni di freddo ! »

Il giovane pesco sbottò:
« Uffa ! Voi grandi , siete tutti così ! sempre con i vostri: “Stai attento qui, aspetta là, abbi pazienza…”. Sono stufo, delle vostre lagne ! C’è un bel sole, e decido io per me !»

Ed i boccioli del giovane pesco esplosero, in magnifici fiori rosa.
Dicevano i passanti, ammirati :
« Guarda, quel pesco: è già fiorito ! È bellissimo ! »

Sulla collina, era l’unico pesco fiorito, e tutta l’ammirazione era per lui. Il giovane pesco si pavoneggiava, esultante !
Il sole di Febbraio, purtroppo, dura poco.
Ed, il giorno dopo, una lama di aria gelida annientò, crudelmente, i fiori, ed i sogni, del giovane pesco !

«Non avere fretta di ” sbocciare “, abbi pazienza e fede e stai attento a quelle esperienze, che ti possono ” bruciare ” »

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