Archive for novembre, 2012


ANNO DELLA FEDE

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A = ad ogni uomo che nasce Dio affida un lume che accende 
nell’animo : la fede
N = nessuno può vivere, camminare, correre ed amare senza 

questa luce viva
N = nascendo il bimbo ha fede nella mamma, e nel papà nel pilota 
d’aereo
O = ogni mattina ci fidiamo del lattaio, del barista, dell’avvocato e 
del taxista 

D = di Dio allora non dobbiamo fidarci? Lui che ci conosce, ama e 
dà la vita ? 
E = errando vagabondi nei labirinti della storia questo lume acceso 
ci indica la via 
L = lungo le coste dove il mare è in tempesta e la mia nave , 
sembra naufragare
L = lontano ma sicuro ecco un faro di salvezza, un’ancora di 
speranza : è la fede 
A = a volte questa luce sembra spegnersi, resta un lumino 
fumigante che si dilegua

F = Forze avverse sembrano soffiare contro per finirlo del tutto e 
tu remi senza meta
E = è arrivato il tempo per fare il pieno, caricar le pile, ravvivare 
questa fiamma
D = Dio è l’unico da ritrovare: più ritorni a Dio, più l’uomo si svela 
nel suo grande mistero
E = ecco il tempo di grazia, tempo favorevole per credere ancora: 
è l’anno della fede !

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Una domenica, verso mezzogiorno, una giovane donna stava lavando l’insalata in cucina, quando le si avvicinò il marito che, per prenderla in giro, le chiese:
«Mi sapresti dire che cosa ha detto il parroco nella predica di questa mattina?».
«Non lo ricordo più», confessò la donna.
«Perché allora vai in chiesa a sentir prediche, se non le ricordi?».
«Vedi, caro: l’acqua lava la mia insalata e tuttavia non resta nel paniere; eppure la mia insalata è completamente lavata».

Non è importante prendere appunti. È importante lasciarsi «lavare» dalla Parola di Dio.

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

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La Medaglia Miracolosa è il segno

esteriore della Consacrazione all’Immacolata.

Noi la portiamo perchè l’Immacolata l’ha raccomandata

e noi abbiamo  bisogno di questa protezione.

 

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La solennità di Cristo Re, che corona e chiude l’anno liturgico, celebra Gesù inizio e fine, Signore e sovrano della vita e della storia. Egli è Re crocifisso, che anche da risorto manifesta con la Croce sulle spalle. Il suo trono è la Croce, la sua reggia il Calvario.

Pilato chiede a Gesù:” Sei tu il re dei Giudei?” Nel rispondergli:” Il mio regno non è di questo mondo”, il Signore sgombera il campo da ogni equivoco. Ma Pilato insiste:” Dunque tu sei re?”. così si rivela l’opposizione dei due regni: Gesù è Re che, assiso nel trono dei cieli,abbraccia, guida e governa il cosmo. Quale ” Primogenito dei morti e principe dei re della terra” ha un potere eterno ed infinito. Pilato invece è il procuratore romano della Palestina. Gesù è Re-pastore, che nutre il suo gregge a prezzo del suo corpo e del suo sangue. Pilato per governare ha bisogno di menzogne di sopraffazione. Gesù è Re nell’umiltà della sua Passione redentrice. Pilato è forte della sua autorità. Il regno di Cristo unisce nella solidarietà il Dio del cielo con gli uomini della terra.

UNA TELEFONATA CON DIO

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Per parlare con Dio controlla che il prefisso sia giusto.
Non comporre il numero senza pensarci bene per non rischiare una telefonata a vuoto.

Non irritarti quando senti il segnale di ” occupato “, attendi e riprova. Sei certo di avere composto il numero giusto ?
Ricorda che telefonare a Dio non è un monologo , non parlare continuamente tu, ma ascolta che cosa ha da dirti Lui.

In caso di interruzione controlla se non sei stato tu stesso ad interrompere il collegamento.

Non abituarti a chiamare Dio unicamente in casi di emergenza, scegliendo solo il numero del pronto intervento.

Non telefonare a Dio soltanto nelle ore a tariffa ridotta, ossia prevalentemente di Domenica , anche nei giorni feriali dovrebbe esserti possibile una breve chiamata a intervalli regolari.

Ricordati sempre le chiamate a Dio non costano nulla e che sono a Sue spese , qualsiasi compagnia tu abbia , Dio è disponibile 24 ore su 24 e tutto il tempo che volete
Controlla che Dio non ti abbia lasciato messaggi registrati nella segreteria telefonica.

Nota bene: se, pur avendo osservato queste regole la comunicazione risulta difficile, o disturbata, rivolgiti confidenzialmente allo Spirito Santo. Egli ristabilirà la comunicazione. Se il tuo apparecchio non funziona più portalo a riparare in quell’ufficio riparazioni che è il Sacramento del Perdono. Il tuo apparecchio è gratuito a vita e sarà rimesso a nuovo con un intervento gratuito. 

La compagnia vi augura una telefonata Divina

a volte è proprio questo che ci crea tanta sofferenza cercare la felicità così lontano e nel modo sbagliato senza mai accorgersi che è proprio vicino a noi e che è così semplice essere felici 🙂

tavolozza di vita

Attaccamenti e felicità

“E’ stolto aspettarsi la vera felicità dagli attaccamenti e possessi
terreni, perchè questi non hanno il potere di darla”, disse il Maestro
“. Eppure milioni di persone muoiono col cuore infranto, avendo
cercato invano di trovare nella vita terrena quell’esaudimento che
esiste solamente in Dio, la Fonte d’ogni gioia”.

Paramahansa Yogananda

Attachments and happiness

“It ‘s foolish to expect the true happiness of attachments and possessions
land, because they do not have the power to lay it down, “said the Master
“. Yet millions of people die with a broken heart, having
tried in vain to find fulfillment in this life than that
exists only in God, the source of all joy. “

Paramahansa Yogananda

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Era un ” manager ” di successo. Orologio, telefono “ satellitare ” e “ computer ” scandivano la sua giornata.
Ogni secondo era importantissimo per lui. Un giorno, aveva un appuntamento nella sede prestigiosa di uno “ studio legale ”.
Purtroppo, il lussuoso edificio si trovava in pieno centro e il “ manager ”, sempre più affannato, si accorse con sgomento che non aveva t

enuto conto del traffico. E della corrispondente difficoltà di trovare un posto per parcheggiare l’auto. Arrivato sul posto, fece un primo giro di “ ricognizione ”… Niente !
Ogni “ centimetro quadrato ” era occupato da una vettura. Provò a compiere un percorso più ampio… Niente, nel modo più assoluto ! Allora, preso dalla preoccupazione, cominciò a pregare:
” Signore, ti supplico, aiutami, ho bisogno di te, adesso !
Fammi trovare un posto per parcheggiare. Se esaudisci la mia preghiera, ti prometto che andrò a Messa tutte le Domeniche ! “. 

Fece un altro giro… Niente, neanche il posto per uno spillo !
Riprese a pregare, con più intensità: 
” Signore, non posso arrivare in ritardo a questo appuntamento ! Se mi liberi un posto per l’auto, mi “confesserò” anche tutte le settimane e non salterò mai le “ preghiere della sera ” ! ». 

Sempre pregando, guidava lentamente, scrutando ogni possibile “movimento” nelle vie , niente da fare e pregò ancora :
” Signore, ti prego, ne va della mia vita! Se mi fai trovare un posto per l’auto, leggerò il “Vangelo” tutti i giorni e magari mi metterò in lista per fare “catechismo” ! ». 

In quel momento, tre metri davanti a lui, un’auto se ne andò e si liberò un posto. Con un sospiro di sollievo, il bravo “manager” disse: 
” Signore, non ti disturbare… Ho appena trovato un posto ! “.

“ Pregare ” è il gesto più grande e “ nobile ” dell’essere umano, non uno stupido “atto scaramantico”

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Dio dei nostri padri,
grande e misericordioso,
Signore della pace e della vita,

Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
condanni le guerre
e abbatti l’orgoglio dei violenti.

Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù
ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza
e di ogni stirpe
in una sola famiglia.

Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l’umanità:
mai più la guerra, avventura senza ritorno,
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza,
minaccia per le tue creature,
in cielo, in terra e in mare.

In comunione con Maria, la Madre di Gesù,
ancora ti supplichiamo:
parla ai cuori dei responsabili
delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione
e della vendetta,
suggerisci con il tuo spirito soluzioni nuove,
gesti generosi e onorevoli,
spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze
della guerra.

Concedi al nostro tempo giorni di pace.

Mai più la guerra!

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Un re del tempo antico aveva un ministro molto saggio che, qualunque cosa accadesse, sentenziava:
” Ciò che Dio vuole è per il meglio ! ” 

Questa esclamazione non sempre riscuoteva l’approvazione del re che non aveva la stessa fede in Dio del suo saggio ministro. Una volta il re rimase ferito in battaglia e anche in quell’occasione il ministro sentenziò, come sempre:
” Ciò che Dio vuole è per il meglio ! “

Questa volta il re andò su tutte le furie: come osava il ministro dire una cosa di questo genere, che cosa ci poteva mai essere di buono per lui nell’esser stato ferito ? . E così fece imprigionare il ministro che accettò senza batter ciglio quell’ingiusta punizione con la solita esclamazione: 
” Ciò che Dio vuole è per il meglio ! “. 

Vinta la guerra il re tornò al suo passatempo preferito: la caccia. Proprio durante una battuta di caccia, mentre cavalcava nella foresta, alquanto lontano dal suo seguito, il re fu improvvisamente circondato da una banda di briganti, adoratori della dea Kalì, alla quale essi solevano offrire ogni anno un sacrificio umano. 
Destino volle che questa volta la vittima designata fosse il re stesso, che fu incatenato e portato nel tempio. Ma la vittima sacrificale deve essere fisicamente perfetta e non presentare menomazioni di sorta, perciò quando il sacerdote di Kalì si accorse della ferita del re, decretò che questi non era adatto a essere sacrificato e lo lasciò tornare libero al suo palazzo: quella ferita gli aveva salvato la vita ! 
Il re si rese conto che il ministro aveva avuto ragione e lo fece immediatamente liberare e reintegrare nella sua carica. Quando il ministro fu alla sua presenza, il re gli raccontò l’accaduto e aggiunse:
” La mia ferita è stata davvero per il meglio, perché grazie a essa sono sfuggito alla morte, ma che cosa ne hai guadagnato tu, che sei rimasto rinchiuso in prigione ? “

Il ministro rispose: 
” Maestà, se non fossi stato in prigione, sarei stato accanto a voi nella foresta; i banditi avrebbero catturato anche me e, dal momento che il mio corpo è intatto, avrebbero sacrificato me al vostro posto “.

Il re ammirò la saggezza del suo ministro e da allora lo tenne nella più alta considerazione.

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Un uomo che lavorava in una fabbrica di ghiaccio, perse un prezioso orologio. 
Vari colleghi lo aiutarono alla ricerca, per quest’uomo quell’oggetto aveva un grande valore affettivo , c’è chi gridava :
” cerchiamo di qui “

altri gridavano : 
” cerchiamo di qua “

resta il fatto che cercarono per più di due ore ma senza successo. 

Andarono a pranzare e quando tornarono videro un bambino che si recava verso di loro con l’orologio che cercavano. Lo fermarono e gli chiesero: 
” Come hai avuto questo orologio ? “

rispose il bambino :
” Ho visto che eravate talmente presi da frenesia nel cercare l’orologio che ho approfittato della pausa pranzo per cercarlo con tranquillità; infatti a differenza vostra sono stato in silenzio ad ascoltare il TIC TAC dell’orologio e lo trovato ” 

In che posto cerchiamo Dio ? Molte volte siamo talmente presi dalla stressante quotidianità nel mondo, siamo talmente avvolti nelle generalità delle cose che, nell’agitazione e nel disordine spirituale nel quale viviamo, non siamo capaci di fermarci ad ascoltare la voce del Signore. 
Dio parla nel silenzio ! Impariamo ad ascoltarlo e scopriremo il più grande tesoro della nostra vita.