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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Tratto dal giornale ” CREDERE -LA GIOIA DELLA FEDE-”

Quando si legge il Vangelo si può avere la sensazione di cogliere delle contraddizioni tra un versetto e un altro. Ad esempio, nel testo che oggi meditiamo, Gesù afferma di non essere venuto a portare pace nel mondo, ma divisione. Staccato dal contesto, quest’affermazione potrebbe addirittura apparire un assurdo perchè il Cristo è re di pace. Tutto il suo insegnamento è orientato all’amore che perdona, e proclama beati colore che costruiscono la pace. Cosa vuol dirci allora qui? Nel quadro degli insegnamenti che formano questa sezione del Vangelo di Luca, Gesù invita i suoi discepoli a scelte coraggiose e spesso controcorrente. La sua parola non lascia indifferenti: bisogna decidersi. Chi vuole seguirlo è chiamato a scelte impegnative, che coinvolgono l’intera esistenza, decisioni che possono essere in contrasto con la logica corrente e i ragionamenti umani. I suoi seguaci devono essere pronti a incomprensione e persecuzione. Non devono ricercare il plauso e l’apprezzamento degli uomini, ma solo quello di Dio. Ecco perchè chi vuole seguirlo deve essere consapevole che la sequela evangelica crea divisione tra chi è con Cristo e chi invece no. Ma la sua parola di salvezza è un fuoco che incendia il mondo del suo amore; ogni credente deve ardere di quest’amore perchè quanto prima si realizzi il regno di Dio sulla terrra.

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Dal vangelo secondo Luca  5,12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo:” Signore, se vuoi, puoi purificarmi”. Gesù tese la mano e lo toccò dicendo:” Lo voglio, sii purificato!”. E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno:” Và invece a mostrarti al sacerdote e fà l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro”. Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

 

L’IMMACOLATA CONCEZIONE

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La devozione all’Immacolata è un segreto

 che molti ancora non conoscono,

 o lo conoscono e lo praticano solo superficialmente,

mentre è la sostanza di tutta la santità.
     

( San Massimiliano Kolbe)

Beata+Vergine+Maria+Regina

Maria è la “tutta santa”,

colei che precede tutti

nell’’adesione esclusiva al Cristo per amore.

 E’ la Vergine per eccellenza.      

(P. Valentino di S. Maria)

Una positività totale nella vita deve guidare l’animo del cristiano, in qualsiasi condizione si trovi, qualsiasi rimorso abbia, qualsiasi ingiustizia senta pesare su di sé, qualunque oscurità lo circondi, qualunque inimicizia, qualunque morte lo assalga, perché Dio, che ha fatto tutti gli esseri, è per il bene.
Dio è l’ipotesi positiva su tutto ciò che l’uomo vive.

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Un altra riflessione che ci viene data dal vangelo di oggi ci porta a guardare al miracolo eucaristico, L’Eucarestia. Nostro Signore con questo miracolo ci da un anticipo del grande miracolo che si compirà nella sera dell’Ultima cena e che si compie oggi ogni giorno quando nelle nostre chiese ci riuniamo e spezziamo il pane vivendo questo grande mistero che ci è stato affidato.

Dobbiamo sempre guardare all’Eucarestia, al pane che ci dona forza e vita, che ci dona la presenza autentica e duratura di Cristo Signore.

 

In questo Vangelo, al sesto capitolo, Giovanni ci vuol parlare dell’Eucaristia e inizia con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ecco: Gesù vede una grande folla che accorre a Lui e… “ha compassione di loro perché erano come pecore che non hanno pastore e si mise ad insegnare loro molte cose”. Gesù è un Dio compassionevole e il suo Cuore è Cuore misericordioso: ci accetta e ama così come siamo… Egli “prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; e divise i due pasci fra tutti” ed erano cinquemila uomini…! Questo miracolo Gesù lo fa come insegnamento e per preparare la gente ad accogliere il Mistero grande dell’Eucaristia che Egli vuole istituire nella Chiesa. Lo fa per sfamare l’uomo, tutti noi, dalla nostra fame esistenziale, quella che abbiamo di Dio. E solo Dio Amore può sfamare l’uomo, che è assetato d’amore. Infatti verso la fine del capitolo sesto leggiamo: “Io sono il Pane vivo disceso dal Cielo, chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue avrà la vita eterna. Egli ha compassione del suo popolo, ha compassione di noi che non riusciamo mai a sfamarci perché le cose del mondo sono come paglia secca, ma il suo è un Cibo supersostanziale: è il Pane degli Angeli, è la Carne e il Sangue del Figlio di Dio disceso in terra; e “chi ne mangia non avrà più fame e chi ne beve non avrà più sete. E Sant’Agostino scriveva: “Il mio cuore è inquieto, o Dio, finché non si riposa in te!”. Egli ci sfama con la sua Parola e con la Santa Eucaristia. E ciò avviene in ogni Santa messa dove l’insegnamento di Gesù si celebra nella prima parte e nella seconda parte: la Liturgia Eucaristica.

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Una prima riflessione che il vangelo oggi ci ispira è questa: di non restare sempre in disparte che  qualcuno faccia il primo passo. Dobbiamo essere noi a prendere l’iniziativa, a fare il primo passo, a venire incontro a chi ha bisogno

In poche parole: DOBBIAMO ESSERE NOI IL MIRACOLO

 

Con quello che avete, dice Gesù ai suoi, dovete sfamare voi quella gente, affidando tutto da voi alla realtà di Dio.

Il trattenere le realtà a noi non permette la moltiplicazione; solo l’affidarci e l’affidare a Dio ottiene il miracolo.

Dobbiamo imparare, ci dice indirettamente il Vangelo, a prendere le cose che abbiamo per fare il miracolo di sfamare il prossimo.

E’ vero che non si arriva dappertutto, ma Dio ci pone, se noi ci disponiamo e disponiamo a Lui, là dove occorre la nostra presenza.

Allora appare evidente anche l’importanza della nostra disponibilità alla realtà di Dio: Egli moltiplica la sua presenza attraverso di noi.

Non dobbiamo nemmeno dire:è poco, è niente,…L’importante che quello che siamo o abbiamo sia inserito nel tutto di Dio.

Il miracolo è anche accorgersi che attraverso di noi passa il miracolo di Dio per gli altri; e questo ci fa capire che siamo noi i primi miracolati.

Infine, il Vangelo ci richiama all’importanza del partire da noi stessi a sfamare gli altri; non aspettiamo, ma facciamo noi il primo passo!

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La solidità della tua casa non è nel cemento e nel ferro che sono stati impegnati per costruire le sue fondamenta, ma nella forza di volontà e nella solidità interiore che tu e il tuo coniuge siete capaci di trasmettervi e di trasmettere ai vostri figli.

Il calore della tua casa non è prodotto dall’impianto di riscaldamento che funziona perfettamente, ma dall’amore che tu e il tuo coniuge siete capaci di trasmettervi e di trasmettere ai vostri figli. Il calore artificiale riscalda per il tempo in cui è acceso il fuoco, il calore umano riscalda sempre.

La bellezza della tua casa non è nelle pareti ben tappezzate, nei mobili ben abbinati, nei soprammobili carini, ma nel buon umore che circola nell’aria, nel sottile profumo di contentezza che si sente in ogni stanza e nella gioia di vivere che emanate tu e i tuoi cari.

Tu sei come una lumaca: porti con te la tua casa, ma non sulle spalle, bensì nella tua testa. Quando si ha una buona ” casa psicologica” si vive felici anche in una baracca.

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Sulle pagine di un vecchio libro della biblioteca del monastero, due monaci avevano letto che esiste un luogo, ai confini del mondo, dove cielo e terra si toccano. Decisero di partire per cercarlo e promisero a se stessi di non tornare indietro finché non lo avessero trovato.
Attraversarono il mondo intero, scamparono a innumerevoli pericoli, sopportarono tutte le terribili privazioni e sacrifici che comporta un pellegrinaggio in tutti gli angoli dell’immensa terra. Non mancarono neppure le mille seducenti tentazioni che possono distogliere un uomo dal raggiungere la sua meta. Le superarono tutte.
Sapevano che nel luogo che cercavano avrebbero trovato una porta: bastava bussare e si sarebbero trovati faccia a faccia con Dio.
Trovarono la porta.
Senza perdere tempo, con il cuore in gola, bussarono.
Lentamente la porta si spalancò. Trepidanti i due monaci entrarono e… si trovarono nella loro cella, nel loro monastero.

Un giorno che ricevette degli ospiti eruditi, Rabbu Mendel di Kozk li stupì chiedendo loro a bruciapelo:
” Dove abita Dio ? ”

Quelli risero di lui:
” Ma che ti prende ? Il mondo non è forse pieno della sua gloria ? ”

Il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda.
” Dio abita dove lo si lascia entrare ”

Ecco ciò che conta più di tutto: lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare solo là dove ci si trova, e dove ci si trova realmente, dove si vive, e dove si vive una vita autentica.
” Io sto alla porta e busso ” dice Dio nella Bibbia.
Aprirai, oggi, la tua porta ?

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Dopo la festa dell’Epifania, festa in cui il Signore Gesù si manifesta pienamente nella sua semplicità, nel suo amore, nella sua essenzialità, ora il Signore ci invita alla conversione, ci invita a pensare al Regno di Dio. Il Signore Gesù è sceso sulla terra per stare accanto a noi e per annunciare a tutta la terra la luce che è venuta a illuminare il mondo, ad annunciare il Regno di Dio.

 

Gesù inizia la sua predicazione a Cafàrnao nella “Galilea delle genti”, sulla riva del lago di Tiberìade. Là era un crocevia di siriani e di altri popoli, che non conoscevano il vero Dio d’Israele. Ma questo “popolo che abitava nelle tenebre, vide una grande Luce… una Luce è sorta”: è Gesù! Egli cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino!”. Dove c’è Gesù là c’è il Regno di Dio, il Regno dei Cieli, che si allarga e si espande a macchia d’olio, man mano che Gesù cammina per le vie e viuzze della Galilea e poi della Samaria e infine della Giudea dove entrerà a Gerusalemme per essere coronato Re d’amore sulla Croce: e allora il Regno di Dio si espanderà sulla faccia della terra, ed è arrivato fino a noi, oggi. Nei suoi tre anni di evangelizzazione Gesù ha percorso per tre volte tutta intera la Palestina, da nord a sud. E dove Lui passava avvenivano meraviglie… i malati guarivano, gli indemoniati venivano liberati… i morti risuscitavano! E tutti accorrevano a Lui, da ogni parte! E oggi? Siamo diventati pigri e anche freddi nella fede verso Gesù, ecco perché ci sono pochi miracoli e il cristianesimo si è infiacchito. Dipende dalla fede, dalla fede in Gesù Cristo Signore. E allora svegliamoci e convertiamoci a Lui con tutto il cuore e rimettiamolo al suo posto: al primo come si addìce a Dio e come è scritto nel primo Comandamento! Mettiamolo al centro di tutta la nostra esistenza, perché Egli è davvero il Signore della nostra vita. E sentiremo sempre la gioia della sua presenza e avremo pace finalmente, perché il Regno di Dio è Regno di pace, quella che il mondo non può dare.