Archive for dicembre, 2012


OROSCOPO CRISTIANO

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Se siete nati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre, siete sotto il Segno della Grazia di Dio ( Tito 2,11 )

Astro dominante : la brillante stella del mattino, Gesù Cristo, che verrà a visitarvi dall’alto come sole che sorge ( Lc 1,78 )

In Amore : sempre felici di essere amati da Dio e di amare, perché nulla può separarvi dall’amore di Dio manifestato in Gesù Cristo ( Rm 8,39 )

I vostri viaggi : l’Eterno custodirà la vostra partenza e il vostro arrivo, da ora e per sempre ( Salmo 121,8 )

La vostra salute : questa parola è certa: se morirete con Lui, vivrete anche con Lui ( 2 Tim 2,11 )

Il vostro denaro : Dio provvederà a tutte le vostre necessità secondo la sua ricchezza ( Fil 4,19 ); non angustiatevi per il domani ( Mt 6,34 )

Avvenimenti internazionali : sentirete parlare di guerra: guardatevi dall’agitarvi, perché bisogna che queste cose accadano (Mt 24,6); ma la buona novella del Regno di Dio sarà predicata nel mondo intero per servire di testimonianza a tutte le nazioni (Mt 24,11)

Avvenimenti particolari : il vostro destino è nelle Sue mani (Salmo 31); tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (Rm 8,28)

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

The new Boeing 787 Dreamliner can carry about 250 passengers. This blog was viewed about 1.300 times in 2012. If it were a Dreamliner, it would take about 5 trips to carry that many people.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Circondato fedelmente e silenziosamente da forze buone, custodito e confortato meravigliosamente voglio trascorrere questi giorni con voi e con voi incamminarmi verso il nuovo anno.

Le cose passate tormentano i nostri cuori, il peso duro dei giorni brutti ci opprime: o Signore, da’ ai nostri spiriti affranti la salvezza che ci hai preparato. Tu ci porgi il pesante e amaro calice della passione, pieno fino all’ultima goccia: noi lo prendiamo, grati, senza tremare, dalle tue care e buone mani.

Eppure, tu vuoi darci ancora la gioia per questo mondo e lo splendore del suo sole: ci ritorna alla mente il nostro passato e a te appartiene tutta la nostra vita.

Fa’ che le candele che hai portato al nostro buio oggi ardano in silenzio e caldamente; raccoglici, se è possibile, di nuovo insieme: noi lo sappiamo, la tua luce arde nella notte.

Se ora si diffonde attorno a noi il silenzio, fa’ che percepiamo il suono delle cose che, invisibili, si ergono attorno a noi, inno di lode di tutti i tuoi figli.

Custoditi meravigliosamente da forze buone aspettiamo, felici, le cose future: Dio è con noi la sera e la mattina e, sicuramente, ogni nuovo giorno.

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Un gruppo di laureati, affermati nelle loro carriere, discutevano sulle loro vite durante una riunione. Decisero di fare visita al loro vecchio professore universitario, ora in pensione, che era sempre stato un punto di riferimento per loro. Durante la visita, si lamentarono dello stress che dominava la loro vita, il loro lavoro e le relazioni sociali.
Volendo offrire ai suoi ospiti un cioccolato caldo, il professore andò in cucina e ritornò con una grande brocca e un assortimento di tazze. Alcune di porcellana, altre di vetro, di cristallo, alcune semplici, altre costose, altre di squisita fattura.

Il professore li invitò a servirsi da soli il cioccolato. Quando tutti ebbero in mano la tazza con il cioccolato caldo il professore espose le sue considerazioni dicendo :
” Noto che son state prese tutte le tazze più belle e costose, mentre son state lasciate sul tavolino quelle di poco valore. La causa dei vostri problemi e dello stress è che per voi è normale volere sempre il meglio. La tazza da cui state bevendo non aggiunge nulla alla qualità del cioccolato caldo. In alcuni casi la tazza è molto bella mentre alcune altre nascondono anche quello che bevete. Quello che ognuno di voi voleva in realtà era il cioccolato caldo. Voi non volevate la tazza… Ma voi consapevolmente avete scelto le tazze migliori. E subito, avete cominciato a guardare le tazze degli altri. Ora amici vi prego di ascoltarmi… La vita è il cioccolato caldo… il vostro lavoro, il denaro, la posizione nella società sono le tazze. Le tazze sono solo contenitori per accogliere e contenere la vita. La tazza che avete non determina la vita, non cambia la qualità della vita che state vivendo. Qualche volta, concentrandovi solo sulla tazza, voi non riuscite ad apprezzare il cioccolato caldo che Dio vi ha dato. Ricordatevi sempre questo: Dio prepara il cioccolato caldo, Egli non sceglie la tazza. La gente più felice non ha il meglio di ogni cosa, ma apprezza il meglio di ogni cosa che ha ! Vivere semplicemente. Amare generosamente. Preoccuparsi profondamente. Parlare gentilmente. Lasciate il resto a Dio. E ricordatevi: La persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che ha bisogno del minimo. Ora godetevi pure il vostro caldo cioccolato !! “

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Tutto ciò che quest’anno ha racchiuso in sè, è andato nell’abisso dell’eternità. nulla si perde.

Sono contenta che non si perda nulla.

Santa Faustina

IO SARO’ CON TE

In questa domenica voglio innalzare una preghiera insieme a voi, per questa domenica che chiude il nostro anno 2012, una preghiera per tutto il mondo affinchè non si perda la speranza, la fiducia, la pace e l’amore.

Voglio pregare per tutti, per ognuno di voi, per la pace….. la pace è il bene supremo, preghiamo sempre per la pace

E vi dico già la risposta del Signore alla nostra preghiera, ce la da con questo canto:

 

LA BELLEZZA DEL SANTO ROSARIO

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San Pio da Pietrelcina una volta disse: “La devozione alla Madonna vale più di tutta la filosofia e la teologia”.

Un’affermazione di questo tipo potrebbe risultare strana. San Pio non dice che ad essere superiore a tutta la filosofia e la teologia sia l’amore a Gesù, ma che già lo sia la semplice devozione alla Madonna. Una simile affermazione si può capire per DioPadre, per Gesù (il Dio fattosi uomo)… ma per una creatura umana…

Eppure la frase del Santo Cappuccino è incontestabilmente vera. Vediamo in che senso. Ci sono almeno due motivi per capirla appieno.

Maria è la via privilegiata per giungere a Dio

1) La Vergine Maria ci ha donato la possibilità della salvezza dicendo di sì all’Angelo. Ragioniamo. Le argomentazioni filosofiche e quelle teologiche sono fini a se stesse? Evidentemente no. Esse servono alla realizzazione dell’uomo, ma quale realizzazione può essere più importante della conquista del Paradiso? Dunque, la Vergine, donandoci il Redentore, ci ha anche donato la possibilità della salvezza (possibilità, non certezza, perchè dipende dalla nostra libertà).

2) La Vergine Maria è il “segno” per eccellenza della tenerezza di Dio. La filosofia e la teologia rimangono sul piano dello studio e del metodo logico-discorsivo e, per quanto debbano essere sempre alimentate dalla preghiera e dalla santità (la sapienza scaturisce dalla temperanza e dalla vita di Grazia), costituiscono solo un ausilio all’esercizio della carità, ovvero all’amore a Dio.

La Vergine, invece, pur essendo un mezzo, è il segno per eccellenza dell’amore di Dio, è la creaturale immagine visibile di questo Amore (diciamo “creaturale” per distinguerla dal Verbo incarnato che è segno ontologicamente divino dell’Amore di Dio).

Contemplando le meraviglie della Vergine non occorre studiare: c’è tutto. C’è l’amore a Dio: chi più di Lei ha amato Gesù? C’è l’obbedienza a Dio: chi più di Lei si è fatta “ancella” di Dio? C’è l’amore alla Chiesa: chi più di Lei ha dato la propria carne e il proprio sangue alla Chiesa, essendo già Gesù (il Capo) tutta la Chiesa? C’è l’obbedienza all’autorità della Chiesa: chi più di Lei, pur essendo Regina della Chiesa e degli Apostoli, si è sottomessa agli apostoli e in particolare a Giovanni, capo della comunità di Efeso, facendosi custodire da lui?

Mettersi dinanzi alla Madonna, amarla e contemplarla, è la cosa più efficace per amare Dio, più efficace di tutti libri di teologia.

Il rosario è la preghiera più efficace per invocare Maria

Ciò ci fa capire quanto il Rosario sia la preghiera più efficace, perché pone Maria come modello del vivere cristiano e perché chiede a Maria di essere l’aiuto privilegiato a questo vivere cristiano. I misteri del Rosario sono la contemplazione degli accadimenti della Redenzione, per viverli con il cuore dell’Immacolata e per amarli con l’amore dell’Immacolata.

C’è chi ha detto giustamente che la nascita del Protestantesimo ha segnato una sorta di “scritturazione” della Bibbia, nel senso che la Riforma, ponendo le Sacre Scritture come unica fonte della Rivelazione, ha cercato d’imporre un approccio ad esse puramente legato alla lettura e alla comprensione letterale.

Il Cattolicesimo, invece, ha sempre proposto un altro approccio per la conoscenza della “Storia della Salvezza”: quello dell’immagine, ovvero quello dello sguardo. Questo accadeva nel Medioevo (per esempio i portali delle cattedrali con i quali tutti apprendevano i grandi avvenimenti della Bibbia); continuò ad accadere con la cosiddetta Controriforma e con la straordinaria arte sacra che ne conseguì.

Il motivo di ciò è senz’altro nel fatto che il Cattolicesimo in questo modo voleva conservare una priorità del Magistero sulla Scrittura. Ma noi siamo convinti che questa priorità della contemplazione sulla comprensione e dell’immagine sulla scrittura… è perchè il Cattolicesimo è contemplare Maria, è attendere di essere da Lei ammaestrati ad amare l’unico fine della vita, che è Dio.

Il Cattolicesimo non è un leggere, ma un guardare; non è un imparare dai libri, ma da una Madre… reclinando il proprio capo sul suo seno, come un bimbo che trova solo in questo modo la sua pace e il suo riposo.
Se, dunque, il Cattolicesimo è prevalentemente un “guardare” Maria, si capisce anche perché il Rosario sia la preghiera più efficace; proprio perché pone Maria come modello del vivere cristiano e perché chiede a Maria di essere l’aiuto privilegiato a questo vivere cristiano. I misteri del Rosario sono la contemplazione degli accadimenti della Redenzione, per viverli con il cuore dell’Immacolata e per amarli con l’amore dell’Immacolata.

I danni del non pregare

Lourdes e Fatima (tanto per citare due apparizioni famose) parlano chiaro. La Vergine, dinanzi al reale pericolo di perdizione delle anime come effetto di un mondo che andava sempre più allontanandosi dalla Legge di Dio, chiese di recitare e diffondere il Rosario. Ella stessa apparve con la Corona fra le mani.

Eppure – diciamolo francamente – negli ultimi decenni, per un’orgogliosa mentalità atta a valorizzare un atteggiamento puramente intellettualistico e “adulto” della fede, questa pia pratica è stata abbandonata da molti, anche da molti sacerdoti e religiosi.

Il disfacimento delle famiglie è sotto gli occhi di tutti. La causa sta soprattutto nel fatto che nelle famiglie non si prega più. La preghiera è il gesto umanamente più vero: l’uomo non diventa grande quando allarga le sue spalle, quando rivendica i suoi diritti, ma quando s’inginocchia, perché solo così esprime sinceramente la sua reale dimensione esistenziale, che è quella (è inutile illudersi) della continua invocazione.

C’è una storiella fantastica che racconta di un uomo con un viso mostruoso, inguardabile; ma egli non lo sa, perché non si è mai specchiato nella sua vita. Ad un certo punto passa un altro uomo che ha un piccolo difetto fisico (il naso un po’ più lungo); ebbene, il primo (quello con il viso mostruoso) inizia a deriderlo, non sospettando che egli è davvero inguardabile.

Morale della favola: perché il protagonista è arrivato a tanto? Perché nella sua vita non si è mai specchiato. Lo specchio è Dio. L’uomo che vive con Dio, infatti, si riconoscerà sempre peccatore e, riconoscendosi tale, non potrà permettersi di non perdonare l’altro.

Viceversa, colui che vive senza Dio finirà con il tollerare tutti i propri difetti e manifestare, invece, massima intolleranza verso i difetti altrui. È ciò che dice il Pater: “Rimetti a noi i nostri debiti, perché noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Non meravigliamoci, quindi, che, tolta la preghiera, la famiglia possa diventare “luogo” di continue incomprensioni, di intolleranza e di insopportazione.

Pregare sempre e comunque

Una delle critiche che sono rivolte al Rosario è quella di dire: a che serve biascicare tante Ave, per giunta spesso frastornati da rumori, da distrazioni e quant’altro? È evidente che il Rosario vada recitato nel miglior modo possibile. Si sa, per esempio, che la recita dinanzi al SS.mo Sacramento (ma anche in famiglia) permette di lucrare l’indulgenza plenaria. Ma – attenzione – ciò non vuol dire che se non si hanno queste possibilità, il Rosario vada abbandonato. Chi si lascia prendere da questa preoccupazione, si lascia irretire da uno scrupolo dietro al quale può celarsi una vera e propria tentazione demoniaca… e sappiamo quanto il demonio odi questa preghiera.
La bellezza del Rosario sta anche nella sua semplicità e facilità; nel fatto, cioè, che può adattarsi a tutte le situazioni. Si racconta di un soldato in trincea che scriveva una lettera alla mamma tra il fragore della battaglia. Un commilitone gli chiese: “Ma come fai a scrivere con questo fracasso? Chissà quanti strafalcioni ti scappano!”. “Non fa niente – rispose il soldato – gli strafalcioni se li corregge la mamma. L’importante è che io le scriva”.
A san Pio da Pietrelcina una volta fu chiesto come recitare il Rosario. Il Santo rispose: “L’attenzione deve essere portata all’Ave, al saluto che rivolgi alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri essa era presente, a tutti partecipò con l’amore e con il dolore”.

Attenzione dunque a certi scrupoli. Che nascondono anche un errore tipico di molto cattolicesimo contemporaneo, il quale, nel tentativo di combattere “ingenui devozionalismi”, pone l’esperienza di fede in una prospettiva di tipo intellettuale, dimenticando che essa è sì “intelligenza nella fede” ma tutta orientata e finalizzata all’affidamento e all’amore.

Si è parlato molto di “cattolicesimo adulto”, ma non è vero piuttosto che Gesù lodi proprio i piccoli indicando la loro posizione esistenziale (lo stupore, la meraviglia e l’abbandono) come criterio determinante per ogni cristiano?

I Santi approfittavano di ogni momento per recitare il Rosario… san Pio ebbe il privilegio di recitarne tantissimi al giorno… non sono diventati né degli alienati, né dei disaddatati… anzi chi più di loro ha capito davvero la vita, i fratelli e ha raggiunto una vera sapienza? Non ci sembra che tanti teologi, che per lo studio hanno abbandonato la preghiera e disprezzato l’“ingenuità” del Rosario, abbiano raggiunto gli stessi livelli di sapienza.

I DUE UOMINI CHE VIDERO DIO

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In un villaggio polinesiano vivevano due uomini continuamente in guerra l’uno contro l’altro. Ad ogni più piccolo pretesto scoppiava una lite. La vita era diventata insopportabile per l’uno come per l’altro. Ma anche per tutto il villaggio.
Un giorno alcuni anziani dissero ad uno dei due:
” L’unica soluzione, dopo averle provate tutte, è che tu vada a vedere Dio ”

chiese uno dei due uomini :
” D’accordo, ma dove ? ”

gli anziani dissero :
” Niente di più semplice. Basta che tu salga lassù sulla montagna e là tu vedrai Dio ”

L’uomo partì senza esitazione per andare incontro a Dio.
Dopo parecchi giorni di marcia faticosa giunse in cima alla montagna. Dio era là che lo aspettava. L’uomo si stropicciò invano gli occhi; non c’era alcun dubbio: Dio aveva la faccia del suo vicino rissoso e antipatico.
Ciò che Dio gli disse, nessuno lo sa. In ogni caso, al ritorno nel villaggio non era più lo stesso uomo.
Ma nonostante la sua gentilezza e la sua volontà di riconciliazione con il vicino, tutto continuava ad andare male, perché l’altro inventava nuovi pretesti di litigio.
Gli anziani si dissero:
” E’ meglio che anche lui vada a vedere Dio ”

Nonostante la sua ritrosia, riuscirono a persuaderlo. E anche lui partì per l’alta montagna. E lassù anche lui scoprì che Dio aveva il volto del suo vicino..
Da quel giorno tutto è cambiato e la pace regna nel villaggio.

” Tu non ti farai nessun idolo scolpito ! “, ripete continuamente la Bibbia, in seguito al Decalogo donato da Dio sul Sinai. Così nessuna rappresentazione di Dio è tollerata nel popolo ebraico, sarebbe idolatria.
Eccetto una sola: l’uomo stesso. Perché l’uomo è stato creato a immagine di Dio. Allora:
” Se vuoi vedere Dio, guarda il tuo fratello “

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Il Padreterno è al telefono da un pezzo, molto attento a quanto dice il suo interlocutore dall’altro lato del filo. Annuisce, sorride, gesticola come se disegnasse nell’aria qualcosa.
L’angiolino segretario socchiude la porta e gli fa cenno che sull’altra linea c’è… Ma il Padreterno fa un gesto con la mano per fargli capire di non interrompere, mentre continua ad annuire, a sorridere e a ridere di cuore.
Il segretario torna nell’altra stanza :
” Il Padreterno è molto occupato ”

dice l’altro :
” Non lo si può interrompere. Ma glielo hai detto che al telefono c’è il Papa ? ”

il segretario risponde :
” Non me ne ha dato il tempo…”

insiste il Papa :
” Prova a farglielo dire dalla Beata Vergine, piccolino ”

L’angiolino va a chiamare la Beata Vergine che va, con tutta dolcezza e discrezione, a bussare alla porta dello studio del Padreterno. La socchiude appena. Lui le fa una strizzatina d’occhio e il gesto di pazientare.
La Beata Vergine capisce al volo e richiude dolcemente la porta.

la Beata Vergine dice al piccolo angelo :
” è impossibile , si tratta di una persona veramente importante ”

L’angiolino va a riferire al Papa che aspetta all’altro telefono con una certa impazienza , supplica il Santo Padre :
” Oh, Signore ! Va’ a cercare San Giuseppe, fa’ entrare in azione Sant’Antonio, vedi se c’è da qualche parte Papa Giovanni… Sbrigati! Sono affari importanti, affari della Chiesa ! ”

Dietro la porta dello studio del Padreterno si è formata una piccola folla di Santi. Ma non c’è nulla da fare: appena qualcuno socchiude l’uscio, Lui fa cenno di non interrompere e di chiudere.
Finalmente posa il ricevitore e si butta indietro sulla sua poltrona e dice tra se e se sorridendo :
” O quella Valentina ! Quella Valentina ! … Ogni sera mi deve raccontare per filo e per segno che cosa ha fatto in tutta la giornata ! ”

Suona il campanello. Entra l’angelo segretario.

” Chi era all’altro telefono ? ” chiede curioso il Padreterno.

disse l’angelo segretario :
“Il Papa.”

” E ora dov’è ? ” chiese il Padreeterno

disse il segretario :
” Si è ritirato. Ha detto che andava a rileggersi ‘La notte oscura’ di S. Giovanni della Croce…”

Parlando a voce alta disse il Padreeterno :
” Presto, portagli da parte mia questo biglietto. Affido alla carità del Papa Valentina: quattro anni, madre prostituta, padre carcerato, abitazione ” baracche dell’Acquedotto Felice.” E non dimenticarti di scrivere al Papa stia contento: il Padreterno gli vuole sempre un gran bene, anche se a volte sembra un pochino distratto.

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Perchè pregare il Santo Rosario?

A cosa serve?

Il Rosario è una preghiera potentissima chiesta direttamente dalla Vergine Maria, è Lei che ci chiede di pregare sui misteri della vita del suo Figlio unigenito, attraverso i misteri del Santo Rosario preghiamo e percorriamo insieme a Gesù tutta la sua vita, la meditiamo, contempliamo i misteri della nostra salvezza eterna. I misteri di un Dio che ama tanto l’uomo da incarnarsi in un Bambino debole e fragile, lo ama così tanto da donarsi come cibo di vita eterna e bevanda di salvezza, lo ama così tanto che ha affrontato le barriere della morte per A noi viene chiesto di meditare e di pregare il Santo Rosario, ci viene chiesto di stare al fianco della nostra Mamma celeste…

FACCIAMOLO AMICI MIEI, RECITIAMO IL SANTO ROSARIO, DIFFONDIAMOLO CON TUTTI I MEZZI A NOSTRA DISPOSIZIONE.

Anche se al nostro povero occhio umano sembrerà poco quello che facciamo, per la nostra cara Madonna non lo è affatto perchè ognuno fa nel suo piccolo del proprio meglio   e questo è più che sufficiente.

FORZA AMICI MIEI, CORONE ALLA MANO E PREGHIAMO INSIEME LA PREGHIERA CHE LA NOSTRA CARA MAMMA CI HA INSEGNATO.

PREGHIAMO E FACCIAMOLA CONOSCERE A TUTTI