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IL SILENZIO di Omar Falworth

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Il silenzio è il miglior mezzo per mettere in comunicazione la propria anima con l’anima della terra.

Il silenzio è l’amico migliore che aiuta a ritrovare se stessi quando ci si perde lungo le strade della vita.

Il silenzio è il miglior maestro per chi desidera imparare ad amare tutte le cose dell’universo.

Più si ama il silenzio meno si è vulnerabili al fascino chiassoso e vuoto della vita odierna.

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BASTA POCO

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Era la vigilia di Natale e la commessa non vedeva l’ora di andarsene. Pensava in continuazione alla festa che l’attendeva appena finito il lavoro. Sentiva già i mormorii di ammirazione che l’avrebbero accompagnata mentre entrava vestita con l’abito da sera di velluto, con il cavaliere che la scortava…
Quando arrivò l’ultima cliente…
Mancavano solo cinque minuti alla chiusura.
“Non è possibile che venga proprio al mio banco…” pensò.
Finse di non sentire quando quella signora si schiarì la voce e disse piano:
“Signorina, signorina…quanto costano quelle calze?”.
“Credo che sul cartellino ci sia scritto 3 Euro…” rispose brusca.
“Non ne avete meno care?”.”2 Euro” scattò guardando l’orologio.
“Mi faccia vedere quelle meno care”.
“Spiacente signora, stasera chiudiamo alle 18.30 perché,
se non lo sa, oggi è la vigilia di Natale”.
Siccome non apriva bocca si decise a guardarla.
Era pallida, aveva l’aria affaticata, le occhiaie profonde…non doveva avere neanche 30 anni.
“Ma i miei figli non hanno neanche un regalo” disse alla fine tutta d’un fiato.
“Fino a stasera non avevo soldi”.
“Mi dispiace per lei signora” disse la commessa e se ne andò.
Non giunse fino al fondo del banco.
La donna non aveva detto neppure una parola ma non le riuscì di fare un passo in più.
Quando si voltò notò nei suoi occhi l’espressione più triste che avesse mai visto.
Si ritrovò dietro al banco:
“D’accordo, signora, ma faccia presto però…”.
Un sorriso le illuminò il volto, e si mise a correre dai calzini ai nastri poi ai walkman portatili.
Alla commessa quei pochi minuti sembravano lunghi come l’eternità.
Finalmente si decise per alcune paia di calze, per dei nastri colorati, un walkman portatile e due CD di fiabe natalizie.
La commessa gettò gli acquisti in un sacchetto e le diede il resto delle 200 Euro.
Ormai non c’era più nessuno.
Andò di corsa negli spogliatoi e si infilò in fretta il vestito e corse fuori dal negozio incontro al suo “cavaliere” che l’attendeva in macchina, con il motore acceso.
Fu al terzo semaforo rosso che vide la donna del negozio:
camminava in fretta tenendo stretto con il suo esile corpo
il pacco dei doni per i suoi figli.
Il suo volto, che aveva perduto la patina di stanchezza,
era ancora illuminato dal sorriso.
In quel breve istante qualcosa avvenne dentro di lei.
Non vide solo la donna: vide i suoi quattro bambini che, il mattino dopo, si sarebbero infilati felici le calze nuove, messi i nastri nei capelli e avrebbero ascoltato le favole natalizie sul walkman nuovo.

…e in fondo al cuore la commessa si sentì felice…

Spesso basta poco per far felice chi ci sta accanto.
Il Signore, non trascura neppure il dono di un bicchiere d’acqua, non lascia senza risultato i nostri gesti d’amore
anche i più poveri e senza senso per noi!

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Si racconta di un medico, che entrò in ospedale, subito dopo essere stato chiamato, urgentemente, dalla chirurgia !
Rispose alla chiamata, non appena possibile, e, messo il camice, andò direttamente al blocco chirurgico.
Davanti alla sala operatoria, trovò il padre del bambino, che gli gridò:

” Perché è venuto così tardi? Perché tutto questo tempo? Non sa che la vita di mio figlio è in pericolo? Dov’è il suo senso di responsabilità ? “

Il dottore sorrise, imbarazzato, e disse:
” Mi dispiace, non ero in ospedale, e sono arrivato velocemente, per come ho potuto, dopo aver ricevuto la chiamata…
Ed ora, vorrei che si calmasse, in modo che io possa fare il mio lavoro ! “

disse il padre, arrabbiato :
” Devo stare calmo ? Cosa succederebbe, se suo figlio si trovasse, in questo momento, nei panni del mio bambino ? Starebbe tranquillo ? “

Il dottore sorrise, tristemente, e rispose:
” Le voglio dire quello che ha detto Giobbe, nella «Bibbia»:
“Dalla polvere siamo venuti, ed in polvere ritorneremo:
sia benedetto il nome di Dio ! ” Noi medici non possiamo fare sempre miracoli ! Stia tranquillo, comunque: faremo tutto il possibile, per suo figlio ! “

mormorò il padre :
” Dare consigli, quando non siamo in questione, è così facile !”

L’intervento durò qualche ora , alla fine, il medico uscì, dalla sala operatoria, felice, e disse al padre:
” Grazie a Dio, suo figlio è salvo ! “

e, senza attendere la risposta del padre, guardò l’orologio,
ed andò di fretta, dicendo:
“Se vuole sapere altro, chieda all’infermiera!”.

disse il padre, all’infermiera :
” Perché è così arrogante ? Non poteva aspettare qualche minuto, e dirmi di più, sullo stato di mio figlio ? “

L’infermiera, con le lacrime al viso, gli rispose:
” Il figlio del dottore è morto ieri, in un incidente stradale, ed era al funerale, quando l’abbiamo chiamato, per l’urgenza: ed ora che il suo bambino è fuori pericolo, e sta bene, lui è corso a vedere la sepoltura di suo figlio ! “

“Non giudicare mai nessuno, perché non sai cosa sta vivendo, realmente, chi hai davanti a te…”.