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DIO NEL POZZO

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Una comitiva di zingari si fermò al pozzo di un cascinale. Un bambino di circa cinque anni uscì nel cortile, osservandoli ad occhi sgranati.
Uno zingaro in particolare lo affascinava, un pezzo d’uomo che aveva attinto un secchio d’acqua dal pozzo e stava lì, a gambe larghe, bevendo.
Un filo d’acqua gli scorreva giù per la barba di fuoco, corta e folta, e con le mani forti si reggeva il grosso secchio di legno alle labbra come se fosse stata una tazza.
Finito che ebbe, si tolse la fusciacca multicolore e con quella si asciugò la faccia. Poi si chinò e scrutò in fondo al pozzo.
Incuriosito, il bambino si alzò in punta di piedi per cercare di vedere oltre l’orlo del pozzo che cosa stesse guardando lo zingaro.
Il gigante si accorse del bambino e sorridendo lo sollevò da terra tra le braccia e disse :
” Sai chi ci sta laggiù ? ”

Il bambino scosse il capo e rispose :
” No ”

lo zingaro tenne il bambino sull’orlo del pozzo e continuò :
“Ci sta Dio , guarda ! Là, nell’acqua ferma come uno specchio ”

il bambino vide riflessa la propria immagine e disse :
” Ma quello sono io ! ”

Esclamò lo zingaro, rimettendolo con dolcezza a terra :
” Ah ! Ora sai dove sta Dio “

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Dal vangelo secondo Luca  5,12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo:” Signore, se vuoi, puoi purificarmi”. Gesù tese la mano e lo toccò dicendo:” Lo voglio, sii purificato!”. E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno:” Và invece a mostrarti al sacerdote e fà l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro”. Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

 

NOTTE DI STELLE

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La crisi aveva picchiato duro, ed in famiglia tutti sentivano un nodo in gola! Il papà era stato messo in ” cassa-integrazione ” e, da giorni, si parlava solo di come riuscire a risparmiare.
Nessuno aveva voglia di parlare ! Improvvisamente, la mamma batté le mani, per attirare l’attenzione di tutti e disse :
“Tutti in piedi, e venite fuori, nel piccolo giardino ! Guardate il cielo ! ”

Tutti guardarono in su… L’immensa cupola, di velluto nero, era un trionfo di stelle, vive e pulsanti. Fissandolo, si provava come una vertigine, come se tutta quella brillante moltitudine li risucchiasse, in un vortice senza fondo.
Si sentirono piccoli, piccoli.
Si strinsero l’un l’altro, e si abbracciarono ! Quell’incredibile spettacolo li soggiogava, e li spronava: era tutto così grande, illimitato, senza tempo.
Allargava la mente ed il cuore, infondeva un nuovo coraggio.
Sembrava la grande pubblicità della speranza , disse, semplicemente, la mamma :
“È di notte, che si vedono le stelle!”

«Nei giorni bui, della nostra vita, solo la ” Fede “, può aiutarci, a vedere le “Stelle ” ! »

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La devozione all’Immacolata è un segreto

 che molti ancora non conoscono,

 o lo conoscono e lo praticano solo superficialmente,

mentre è la sostanza di tutta la santità.
     

( San Massimiliano Kolbe)

Beata+Vergine+Maria+Regina

Maria è la “tutta santa”,

colei che precede tutti

nell’’adesione esclusiva al Cristo per amore.

 E’ la Vergine per eccellenza.      

(P. Valentino di S. Maria)

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La solidità della tua casa non è nel cemento e nel ferro che sono stati impegnati per costruire le sue fondamenta, ma nella forza di volontà e nella solidità interiore che tu e il tuo coniuge siete capaci di trasmettervi e di trasmettere ai vostri figli.

Il calore della tua casa non è prodotto dall’impianto di riscaldamento che funziona perfettamente, ma dall’amore che tu e il tuo coniuge siete capaci di trasmettervi e di trasmettere ai vostri figli. Il calore artificiale riscalda per il tempo in cui è acceso il fuoco, il calore umano riscalda sempre.

La bellezza della tua casa non è nelle pareti ben tappezzate, nei mobili ben abbinati, nei soprammobili carini, ma nel buon umore che circola nell’aria, nel sottile profumo di contentezza che si sente in ogni stanza e nella gioia di vivere che emanate tu e i tuoi cari.

Tu sei come una lumaca: porti con te la tua casa, ma non sulle spalle, bensì nella tua testa. Quando si ha una buona ” casa psicologica” si vive felici anche in una baracca.

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Sulle pagine di un vecchio libro della biblioteca del monastero, due monaci avevano letto che esiste un luogo, ai confini del mondo, dove cielo e terra si toccano. Decisero di partire per cercarlo e promisero a se stessi di non tornare indietro finché non lo avessero trovato.
Attraversarono il mondo intero, scamparono a innumerevoli pericoli, sopportarono tutte le terribili privazioni e sacrifici che comporta un pellegrinaggio in tutti gli angoli dell’immensa terra. Non mancarono neppure le mille seducenti tentazioni che possono distogliere un uomo dal raggiungere la sua meta. Le superarono tutte.
Sapevano che nel luogo che cercavano avrebbero trovato una porta: bastava bussare e si sarebbero trovati faccia a faccia con Dio.
Trovarono la porta.
Senza perdere tempo, con il cuore in gola, bussarono.
Lentamente la porta si spalancò. Trepidanti i due monaci entrarono e… si trovarono nella loro cella, nel loro monastero.

Un giorno che ricevette degli ospiti eruditi, Rabbu Mendel di Kozk li stupì chiedendo loro a bruciapelo:
” Dove abita Dio ? ”

Quelli risero di lui:
” Ma che ti prende ? Il mondo non è forse pieno della sua gloria ? ”

Il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda.
” Dio abita dove lo si lascia entrare ”

Ecco ciò che conta più di tutto: lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare solo là dove ci si trova, e dove ci si trova realmente, dove si vive, e dove si vive una vita autentica.
” Io sto alla porta e busso ” dice Dio nella Bibbia.
Aprirai, oggi, la tua porta ?

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Dopo la festa dell’Epifania, festa in cui il Signore Gesù si manifesta pienamente nella sua semplicità, nel suo amore, nella sua essenzialità, ora il Signore ci invita alla conversione, ci invita a pensare al Regno di Dio. Il Signore Gesù è sceso sulla terra per stare accanto a noi e per annunciare a tutta la terra la luce che è venuta a illuminare il mondo, ad annunciare il Regno di Dio.

 

Gesù inizia la sua predicazione a Cafàrnao nella “Galilea delle genti”, sulla riva del lago di Tiberìade. Là era un crocevia di siriani e di altri popoli, che non conoscevano il vero Dio d’Israele. Ma questo “popolo che abitava nelle tenebre, vide una grande Luce… una Luce è sorta”: è Gesù! Egli cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino!”. Dove c’è Gesù là c’è il Regno di Dio, il Regno dei Cieli, che si allarga e si espande a macchia d’olio, man mano che Gesù cammina per le vie e viuzze della Galilea e poi della Samaria e infine della Giudea dove entrerà a Gerusalemme per essere coronato Re d’amore sulla Croce: e allora il Regno di Dio si espanderà sulla faccia della terra, ed è arrivato fino a noi, oggi. Nei suoi tre anni di evangelizzazione Gesù ha percorso per tre volte tutta intera la Palestina, da nord a sud. E dove Lui passava avvenivano meraviglie… i malati guarivano, gli indemoniati venivano liberati… i morti risuscitavano! E tutti accorrevano a Lui, da ogni parte! E oggi? Siamo diventati pigri e anche freddi nella fede verso Gesù, ecco perché ci sono pochi miracoli e il cristianesimo si è infiacchito. Dipende dalla fede, dalla fede in Gesù Cristo Signore. E allora svegliamoci e convertiamoci a Lui con tutto il cuore e rimettiamolo al suo posto: al primo come si addìce a Dio e come è scritto nel primo Comandamento! Mettiamolo al centro di tutta la nostra esistenza, perché Egli è davvero il Signore della nostra vita. E sentiremo sempre la gioia della sua presenza e avremo pace finalmente, perché il Regno di Dio è Regno di pace, quella che il mondo non può dare.

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Figlia mia,

nulla ti spaventi,

nè ti turbi.

Conserva una profonda tranquillità.

E’ tutto nelle mie mani.

 

Gesù a Santa Faustina

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In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire:” Convertitevi, perchè il regno dei cieli è vicino”. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangeglo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.