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Dal vangelo secondo Luca  5,12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo:” Signore, se vuoi, puoi purificarmi”. Gesù tese la mano e lo toccò dicendo:” Lo voglio, sii purificato!”. E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno:” Và invece a mostrarti al sacerdote e fà l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro”. Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

 

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Accosta il tuo orecchio al mio Cuore 

e dimentica tutto e medita

sulla mia insondabile Misericordia.

Il mio amore ti darà la forza

e il coraggio che ti è necessario.

 

Gesù a Santa Faustina

INSEGNAMI AD ASCOLTARE

Pregare

 

Insegnami ad ascoltare, o mio Dio,
chi sta accanto a me,
la mia famiglia, i miei amici, i miei colleghi.
Aiutami a capire che,
per quante parole io possa udire,
il messaggio è:
“Accoglimi come persona. Ascolta me”.
Insegnami ad ascoltare, o Dio premuroso,
i lontani,
il bisbiglio dei senza speranza,
il lamento dei dimenticati,
il grido degli angosciati.
Insegnami ad ascoltare, o Dio, mia Madre,
me stesso.
Aiutami ad avere meno paura,
a fidarmi della voce interiore,
che risuona nel mio intimo.
Insegnami ad ascoltare, Santo Spirito,
la tua voce,
nell’attività e nella noia,
nella sicurezza e nel dubbio,
nel rumore e nel silenzio.
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… E QUANDO

 

preghiere

…e quando i miei piedi saranno stanchi di camminare
incontro a te verrò.

…e quando le mie mani saranno stanche di lavorare
incontro a te verrò.

…e quando i miei occhi saranno stanchi di guardare
incontro a te verrò.

…e quando il mio cuore sarà stanco di battere
Tu mi verrai incontro e mi porterai con te.

Fa’ o mio Signore che tutto di me possa essere
stanco.

Ma mai il mio cuore d’amare!

IO SARO’ CON TE

In questa domenica voglio innalzare una preghiera insieme a voi, per questa domenica che chiude il nostro anno 2012, una preghiera per tutto il mondo affinchè non si perda la speranza, la fiducia, la pace e l’amore.

Voglio pregare per tutti, per ognuno di voi, per la pace….. la pace è il bene supremo, preghiamo sempre per la pace

E vi dico già la risposta del Signore alla nostra preghiera, ce la da con questo canto:

 

LA BELLEZZA DEL SANTO ROSARIO

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San Pio da Pietrelcina una volta disse: “La devozione alla Madonna vale più di tutta la filosofia e la teologia”.

Un’affermazione di questo tipo potrebbe risultare strana. San Pio non dice che ad essere superiore a tutta la filosofia e la teologia sia l’amore a Gesù, ma che già lo sia la semplice devozione alla Madonna. Una simile affermazione si può capire per DioPadre, per Gesù (il Dio fattosi uomo)… ma per una creatura umana…

Eppure la frase del Santo Cappuccino è incontestabilmente vera. Vediamo in che senso. Ci sono almeno due motivi per capirla appieno.

Maria è la via privilegiata per giungere a Dio

1) La Vergine Maria ci ha donato la possibilità della salvezza dicendo di sì all’Angelo. Ragioniamo. Le argomentazioni filosofiche e quelle teologiche sono fini a se stesse? Evidentemente no. Esse servono alla realizzazione dell’uomo, ma quale realizzazione può essere più importante della conquista del Paradiso? Dunque, la Vergine, donandoci il Redentore, ci ha anche donato la possibilità della salvezza (possibilità, non certezza, perchè dipende dalla nostra libertà).

2) La Vergine Maria è il “segno” per eccellenza della tenerezza di Dio. La filosofia e la teologia rimangono sul piano dello studio e del metodo logico-discorsivo e, per quanto debbano essere sempre alimentate dalla preghiera e dalla santità (la sapienza scaturisce dalla temperanza e dalla vita di Grazia), costituiscono solo un ausilio all’esercizio della carità, ovvero all’amore a Dio.

La Vergine, invece, pur essendo un mezzo, è il segno per eccellenza dell’amore di Dio, è la creaturale immagine visibile di questo Amore (diciamo “creaturale” per distinguerla dal Verbo incarnato che è segno ontologicamente divino dell’Amore di Dio).

Contemplando le meraviglie della Vergine non occorre studiare: c’è tutto. C’è l’amore a Dio: chi più di Lei ha amato Gesù? C’è l’obbedienza a Dio: chi più di Lei si è fatta “ancella” di Dio? C’è l’amore alla Chiesa: chi più di Lei ha dato la propria carne e il proprio sangue alla Chiesa, essendo già Gesù (il Capo) tutta la Chiesa? C’è l’obbedienza all’autorità della Chiesa: chi più di Lei, pur essendo Regina della Chiesa e degli Apostoli, si è sottomessa agli apostoli e in particolare a Giovanni, capo della comunità di Efeso, facendosi custodire da lui?

Mettersi dinanzi alla Madonna, amarla e contemplarla, è la cosa più efficace per amare Dio, più efficace di tutti libri di teologia.

Il rosario è la preghiera più efficace per invocare Maria

Ciò ci fa capire quanto il Rosario sia la preghiera più efficace, perché pone Maria come modello del vivere cristiano e perché chiede a Maria di essere l’aiuto privilegiato a questo vivere cristiano. I misteri del Rosario sono la contemplazione degli accadimenti della Redenzione, per viverli con il cuore dell’Immacolata e per amarli con l’amore dell’Immacolata.

C’è chi ha detto giustamente che la nascita del Protestantesimo ha segnato una sorta di “scritturazione” della Bibbia, nel senso che la Riforma, ponendo le Sacre Scritture come unica fonte della Rivelazione, ha cercato d’imporre un approccio ad esse puramente legato alla lettura e alla comprensione letterale.

Il Cattolicesimo, invece, ha sempre proposto un altro approccio per la conoscenza della “Storia della Salvezza”: quello dell’immagine, ovvero quello dello sguardo. Questo accadeva nel Medioevo (per esempio i portali delle cattedrali con i quali tutti apprendevano i grandi avvenimenti della Bibbia); continuò ad accadere con la cosiddetta Controriforma e con la straordinaria arte sacra che ne conseguì.

Il motivo di ciò è senz’altro nel fatto che il Cattolicesimo in questo modo voleva conservare una priorità del Magistero sulla Scrittura. Ma noi siamo convinti che questa priorità della contemplazione sulla comprensione e dell’immagine sulla scrittura… è perchè il Cattolicesimo è contemplare Maria, è attendere di essere da Lei ammaestrati ad amare l’unico fine della vita, che è Dio.

Il Cattolicesimo non è un leggere, ma un guardare; non è un imparare dai libri, ma da una Madre… reclinando il proprio capo sul suo seno, come un bimbo che trova solo in questo modo la sua pace e il suo riposo.
Se, dunque, il Cattolicesimo è prevalentemente un “guardare” Maria, si capisce anche perché il Rosario sia la preghiera più efficace; proprio perché pone Maria come modello del vivere cristiano e perché chiede a Maria di essere l’aiuto privilegiato a questo vivere cristiano. I misteri del Rosario sono la contemplazione degli accadimenti della Redenzione, per viverli con il cuore dell’Immacolata e per amarli con l’amore dell’Immacolata.

I danni del non pregare

Lourdes e Fatima (tanto per citare due apparizioni famose) parlano chiaro. La Vergine, dinanzi al reale pericolo di perdizione delle anime come effetto di un mondo che andava sempre più allontanandosi dalla Legge di Dio, chiese di recitare e diffondere il Rosario. Ella stessa apparve con la Corona fra le mani.

Eppure – diciamolo francamente – negli ultimi decenni, per un’orgogliosa mentalità atta a valorizzare un atteggiamento puramente intellettualistico e “adulto” della fede, questa pia pratica è stata abbandonata da molti, anche da molti sacerdoti e religiosi.

Il disfacimento delle famiglie è sotto gli occhi di tutti. La causa sta soprattutto nel fatto che nelle famiglie non si prega più. La preghiera è il gesto umanamente più vero: l’uomo non diventa grande quando allarga le sue spalle, quando rivendica i suoi diritti, ma quando s’inginocchia, perché solo così esprime sinceramente la sua reale dimensione esistenziale, che è quella (è inutile illudersi) della continua invocazione.

C’è una storiella fantastica che racconta di un uomo con un viso mostruoso, inguardabile; ma egli non lo sa, perché non si è mai specchiato nella sua vita. Ad un certo punto passa un altro uomo che ha un piccolo difetto fisico (il naso un po’ più lungo); ebbene, il primo (quello con il viso mostruoso) inizia a deriderlo, non sospettando che egli è davvero inguardabile.

Morale della favola: perché il protagonista è arrivato a tanto? Perché nella sua vita non si è mai specchiato. Lo specchio è Dio. L’uomo che vive con Dio, infatti, si riconoscerà sempre peccatore e, riconoscendosi tale, non potrà permettersi di non perdonare l’altro.

Viceversa, colui che vive senza Dio finirà con il tollerare tutti i propri difetti e manifestare, invece, massima intolleranza verso i difetti altrui. È ciò che dice il Pater: “Rimetti a noi i nostri debiti, perché noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Non meravigliamoci, quindi, che, tolta la preghiera, la famiglia possa diventare “luogo” di continue incomprensioni, di intolleranza e di insopportazione.

Pregare sempre e comunque

Una delle critiche che sono rivolte al Rosario è quella di dire: a che serve biascicare tante Ave, per giunta spesso frastornati da rumori, da distrazioni e quant’altro? È evidente che il Rosario vada recitato nel miglior modo possibile. Si sa, per esempio, che la recita dinanzi al SS.mo Sacramento (ma anche in famiglia) permette di lucrare l’indulgenza plenaria. Ma – attenzione – ciò non vuol dire che se non si hanno queste possibilità, il Rosario vada abbandonato. Chi si lascia prendere da questa preoccupazione, si lascia irretire da uno scrupolo dietro al quale può celarsi una vera e propria tentazione demoniaca… e sappiamo quanto il demonio odi questa preghiera.
La bellezza del Rosario sta anche nella sua semplicità e facilità; nel fatto, cioè, che può adattarsi a tutte le situazioni. Si racconta di un soldato in trincea che scriveva una lettera alla mamma tra il fragore della battaglia. Un commilitone gli chiese: “Ma come fai a scrivere con questo fracasso? Chissà quanti strafalcioni ti scappano!”. “Non fa niente – rispose il soldato – gli strafalcioni se li corregge la mamma. L’importante è che io le scriva”.
A san Pio da Pietrelcina una volta fu chiesto come recitare il Rosario. Il Santo rispose: “L’attenzione deve essere portata all’Ave, al saluto che rivolgi alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri essa era presente, a tutti partecipò con l’amore e con il dolore”.

Attenzione dunque a certi scrupoli. Che nascondono anche un errore tipico di molto cattolicesimo contemporaneo, il quale, nel tentativo di combattere “ingenui devozionalismi”, pone l’esperienza di fede in una prospettiva di tipo intellettuale, dimenticando che essa è sì “intelligenza nella fede” ma tutta orientata e finalizzata all’affidamento e all’amore.

Si è parlato molto di “cattolicesimo adulto”, ma non è vero piuttosto che Gesù lodi proprio i piccoli indicando la loro posizione esistenziale (lo stupore, la meraviglia e l’abbandono) come criterio determinante per ogni cristiano?

I Santi approfittavano di ogni momento per recitare il Rosario… san Pio ebbe il privilegio di recitarne tantissimi al giorno… non sono diventati né degli alienati, né dei disaddatati… anzi chi più di loro ha capito davvero la vita, i fratelli e ha raggiunto una vera sapienza? Non ci sembra che tanti teologi, che per lo studio hanno abbandonato la preghiera e disprezzato l’“ingenuità” del Rosario, abbiano raggiunto gli stessi livelli di sapienza.

IL SANTO ROSARIO

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Perchè pregare il Santo Rosario?

A cosa serve?

Il Rosario è una preghiera potentissima chiesta direttamente dalla Vergine Maria, è Lei che ci chiede di pregare sui misteri della vita del suo Figlio unigenito, attraverso i misteri del Santo Rosario preghiamo e percorriamo insieme a Gesù tutta la sua vita, la meditiamo, contempliamo i misteri della nostra salvezza eterna. I misteri di un Dio che ama tanto l’uomo da incarnarsi in un Bambino debole e fragile, lo ama così tanto da donarsi come cibo di vita eterna e bevanda di salvezza, lo ama così tanto che ha affrontato le barriere della morte per A noi viene chiesto di meditare e di pregare il Santo Rosario, ci viene chiesto di stare al fianco della nostra Mamma celeste…

FACCIAMOLO AMICI MIEI, RECITIAMO IL SANTO ROSARIO, DIFFONDIAMOLO CON TUTTI I MEZZI A NOSTRA DISPOSIZIONE.

Anche se al nostro povero occhio umano sembrerà poco quello che facciamo, per la nostra cara Madonna non lo è affatto perchè ognuno fa nel suo piccolo del proprio meglio   e questo è più che sufficiente.

FORZA AMICI MIEI, CORONE ALLA MANO E PREGHIAMO INSIEME LA PREGHIERA CHE LA NOSTRA CARA MAMMA CI HA INSEGNATO.

PREGHIAMO E FACCIAMOLA CONOSCERE A TUTTI

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Verbo Incarnato, che nuovamente condividi con noi il tuo Natale
insegnaci a condividere con gli altri i nostri progetti di pace e solidarietà.

Tu che nella Grotta di Betlemme hai proposto agli uomini di ogni tempo un itinerario di amore e riconciliazione illumina l’umanità di oggi a ritrovare la strada che porta ad incontrare l’altro nel dialogo, nell’amore e nel rispetto profondo.

Piccolo grande Dio, che nell’umiltà più sentita hai indicato in Te la via maestra che porta alla verità aiutaci ad eliminare da questa terra l’orgoglio, la falsità e la menzogna, cause dirette del male del mondo moderno.

Tu che leggi nel profondo di ogni cuore trasforma i nostri personali risentimenti in atteggiamenti e comportamenti fraterni, gli unici che danno gioia vera e trasformano il Natale in festa vera.

Messia atteso da secoli e giunto nella pienezza dei tempi guida l’umanità del terzo millennio verso mete di giustizia più certe per ogni uomo di questa Terra.

Tu che tutto sai e puoi conosci le attese di ciascuno di noi anche per questo annuale anniversario della tua venuta tra noi fa nascere nel cuore di tutti gli uomini della terra un solo raggio della tua infinita carità e della tua bontà illimitata.

Non permettere, Gesù, Figlio dell’Uomo, che nessun bambino, giovane, adulto ed anziano del Pianeta Terra continui a soffrire a causa della cattiveria che si annida nel cuore di tanta gente.

Fa di tanti cuori segnati dall’odio e dalla morte cuori capaci di amare e di perdonare come tu hai perdonato alla Maddalena, ai tuoi crocifissori ed al buon ladrone morto in croce accanto a Te sul Golgota.

Dalla capanna di Betlemme anche quest’anno si irradi in tutto il mondo la luce del tuo Natale, che è sempre motivo di speranza e di pace per l’intera umanità. ( Di Papa Giovanni Paolo II )

IL SENSO DELLA PREGHIERA

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Quando pronunciate la vostra preghiera, cercate di fare in modo che esca dal cuore. Nel suo vero senso, la preghiera non è altro che un sospiro del cuore verso Dio; quando manca questo slancio, non si può parlare di preghiera.

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Vorrei quest’oggi riproporre a tutte le famiglie cristiane la preghiera del Rosario, perchè possano gustare la bellezza di fermarsi insieme a meditare, con Maria, i misteri gioiosi,dolorosi e gloriosi della nostra Redenzione, e così santificare i momenti lieti e quelli difficili della vita quotidiana. Pregare insieme aiouta la famiglia ad essere più unita,serena e fedele al Vangelo.

Maria, Regina del Santo Rosario,sia maestra e guida di ogni famiglia in questa preghiera, a me particolarmente cara.

Recitare il rosario significa mettersi alla scuola di Maria ed apprendere da Lei, Madre e Discepola di Cristo, come vivere in profondità ed in pienezza le esigenze della fede cristiana. Ella fu la prima credente, e della vita ecclesiale,Ella,nel Cenacolo, fu centro di unità e di carità tra i primi discepoli del suo Figlio.

Nella recita del Santo rosario non si tratta di ripettere delle formule, quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarle, di manifestarle le speranze, di confidarle le pene, di aprirle il cuore, di dichiararle la propria disponibilità ell’accettare i disegni di Dio, di prometterle fedeltà in ogni circostanza, sopratutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri della sua protezione, e convinti che Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra salvezza.

Recitando il Santo Rosario, infatti, noi contempliamo il Cristo da una prospettiva privileggiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; meditiamo cioè i misteri della vita, della passione e della resurrezione del Signore con gli occhi e col cuore di Colei che fu più vicina al suo Figlio.

Siamo assidui nella recita del Rosario sia nella comunità ecclesiale, sia nell’intimità delle nostre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute invocazioni unirà i cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e otterrà a tutti la pace e la gloria del Cristo nato,morto e risorto per noi.

GIOVANNI PAOLO II      26 OTTOBRE 1997