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IL SILENZIO di Omar Falworth

9788895531489 (1)

 

Il silenzio è il miglior mezzo per mettere in comunicazione la propria anima con l’anima della terra.

Il silenzio è l’amico migliore che aiuta a ritrovare se stessi quando ci si perde lungo le strade della vita.

Il silenzio è il miglior maestro per chi desidera imparare ad amare tutte le cose dell’universo.

Più si ama il silenzio meno si è vulnerabili al fascino chiassoso e vuoto della vita odierna.

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Una volta, in una regione lontana ed in un tempo distante dal nostro, una povera coppia di contadini portarono il loro figliolo presso il grande monastero che sorgeva in alto, sulla montagna che si scorgeva dalla valle dove vivevano.
Erano poveri ed amavano quel figlio che portarono al monastero affidandolo alla cura del grande saggio che lo dirigeva perché il bambino im

parasse a leggere, scrivere e soprattutto, imparasse la grande arte della vita. Il fanciullo nel crescere cominciò a mostrare presto un carattere vivace ed impulsivo e con il sopraggiungere di quell’età in cui il bambino lascia l’infanzia e si prepara a diventare uomo, divenne ancora più caparbio contestando ogni proposta dei suoi maestri. La cosa che più criticava era proprio questa: perché non poter fare le cose di testa propria? Era davvero così necessario per imparare l’arte della vita sottomettersi come discepolo di qualcuno? I suoi precettori stanchi delle sue ribellioni lo portarono dal grande maestro che guidava il monastero, il quale dopo aver ascoltato le lamentele esasperate dei suoi subalterni, senza scomporsi disse al ragazzo: 
“Figliolo, prendi quella tela bianca che sta davanti a te, ritirati nella tua stanza e disegnami una rosa”. 

Il ragazzo prese quanto gli era stato indicato, si ritirò e dopo qualche ora tornò dal saggio consegnandogli il suo lavoro. Il saggio lo guardò e disse: 
“Bello nei suoi colori, ma non ha alcuna forma. Questa non è una rosa. Riprovaci !”. 

Il ragazzo prese un’altra tela, la portò con se, ci lavorò sopra e la consegnò poi al maestro. Questi prese la pittura, la osservò e disse: 
“Bello questo fiore, ma è un fiore di loto, non una rosa…Rifalla”. 

Il ragazzo riprese il suo lavoro, e così per tante altre volte ancora, ma ora disegnava un fiore di gelsomino, ora un grappolo d’erica, ora un’edera rigogliosa, ma mai una rosa, fino a quando esausto disse: 
“Maestro, non potrò mai disegnare una rosa perché non ne ho mai vista una”. 

In effetti nel giardino del monastero non vi erano rose, tranne che una, in un vaso nella stanza del grande saggio. Il vecchio maestro allora si alzò, uscì verso la sua stanza e poi tornò recando in mano una rosa rossa come il fuoco e striata di giallo come i raggi del sole. Il giovane la prese e la dipinse così naturale e vera che quasi la si poteva afferrare con le mani. Il vecchio saggio disse: 
“Figliolo, hai capito cosa ti ho fatto fare? Da te stesso e senza guida tu puoi fare tanto, ma c’è il rischio che senza un modello da osservare il tuo cuore e la tua mente non riescano a conoscere l’esistenza di cose meravigliose.”

Nella vita, ci sono cose bellissime e rare, che possono conoscersi, solo, se le si impara da qualcuno !