Tag Archive: umiltà


IL CIOCCOLATO CALDO

577812_439941079406298_1433437306_n

 

Un gruppo di laureati, affermati nelle loro carriere, discutevano sulle loro vite durante una riunione. Decisero di fare visita al loro vecchio professore universitario, ora in pensione, che era sempre stato un punto di riferimento per loro. Durante la visita, si lamentarono dello stress che dominava la loro vita, il loro lavoro e le relazioni sociali.
Volendo offrire ai suoi ospiti un cioccolato caldo, il professore andò in cucina e ritornò con una grande brocca e un assortimento di tazze. Alcune di porcellana, altre di vetro, di cristallo, alcune semplici, altre costose, altre di squisita fattura.

Il professore li invitò a servirsi da soli il cioccolato. Quando tutti ebbero in mano la tazza con il cioccolato caldo il professore espose le sue considerazioni dicendo :
” Noto che son state prese tutte le tazze più belle e costose, mentre son state lasciate sul tavolino quelle di poco valore. La causa dei vostri problemi e dello stress è che per voi è normale volere sempre il meglio. La tazza da cui state bevendo non aggiunge nulla alla qualità del cioccolato caldo. In alcuni casi la tazza è molto bella mentre alcune altre nascondono anche quello che bevete. Quello che ognuno di voi voleva in realtà era il cioccolato caldo. Voi non volevate la tazza… Ma voi consapevolmente avete scelto le tazze migliori. E subito, avete cominciato a guardare le tazze degli altri. Ora amici vi prego di ascoltarmi… La vita è il cioccolato caldo… il vostro lavoro, il denaro, la posizione nella società sono le tazze. Le tazze sono solo contenitori per accogliere e contenere la vita. La tazza che avete non determina la vita, non cambia la qualità della vita che state vivendo. Qualche volta, concentrandovi solo sulla tazza, voi non riuscite ad apprezzare il cioccolato caldo che Dio vi ha dato. Ricordatevi sempre questo: Dio prepara il cioccolato caldo, Egli non sceglie la tazza. La gente più felice non ha il meglio di ogni cosa, ma apprezza il meglio di ogni cosa che ha ! Vivere semplicemente. Amare generosamente. Preoccuparsi profondamente. Parlare gentilmente. Lasciate il resto a Dio. E ricordatevi: La persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che ha bisogno del minimo. Ora godetevi pure il vostro caldo cioccolato !! “

Annunci

imagesritagli,parabo

C’era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece. Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere?». Anche le compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?». La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle. E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: “Almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all’ombra dei pini.” Ma nemmeno in montagna trovò pace. «Che vivere è questo? Sempre da sola!», si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava. Una sera, con la faccia tutta piena di lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. «Dormirò
là dentro!» e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse. «Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata. «Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dal gregge». «La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c’era posto con gli altri nell’albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!». La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù. «Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!». Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana. Gesù si svegliò e le bisbigliò nell’orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!».

LE VIRTU’ DIMENTICATE

406638_434958843237855_700975585_n

Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti per aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, naturalmente, si presentò il leone che disse :
” Solo un re è degno di servire il Re del mondo , Io mi piazzerò all’entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino ! ”

rispose l’angelo :
” Sei troppo violento ”

Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò:
” Io sono l’animale più adatto , per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato.Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo ! ”

rispose l’angelo :
” Sei troppo disonesta ! ”

Tronfio e splendente arrivò il pavone.Sciorinò la sua magnifica ruota color dell’iride e disse :
” Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone ! ”

gli rispose l’angelo :
” Sei troppo vanitoso ”

Passarono, uno dopo l’altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono. Invano L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l’asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.
L’angelo li chiamò:
” E voi non avete niente da offrire ? ”

rispose l’asino e afflosciando mestamente le lunghe orecchie:
“Niente , noi non abbiamo imparato niente oltre all’umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate ! ”

Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse:
” Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code ”
L’angelo finalmente sorrise e concluse :
” Voi siete quelli giusti ! ”

L’asino ed il bue della stalla di Betlemme rappresentano alcune virtù preziose: l’umiltà, la mansuetudine e la pazienza.
Tutte le virtù che il mondo prepotente dei nostri tempi ha dimenticato !

Oggi ho scelto per voi questo commento al vangelo di oggi che da veramente molto su cui riflettere   di come a volte crediamo di essere in conoscenza di tutto mentre invece non sappiamo proprio nulla.  A voi il commento……..

Spesso ci troviamo inseriti in una corrente di pensiero tale da non permetterci di riflettere e vedere le cose più palesi. Se riflettiamo ad esempio sul fatto che ci sono cose che i dotti ed i sapienti non capiscono, mentre i piccoli, i più umili sono in grado di intenderle perfettamente. A prima vista il discorso non torna. Ma come, io che sono laureato, io che sono un professore, io che dirigo un’azienda con mille operai, io che ho studiato teologia, io che sono un grande come potrei mai pensare di non capire qualcosa? 
Purtroppo oggigiorno diamo importanza al QI, il quoziente intellettivo. Quante mamme sono orgogliose di avere un figlio che ha tutti voti altissimi, che capisce ogni cosa, lo sollecitano con giochi sempre più complessi, lo mandano su internet perché per una mamma, per un papà il proprio figlio deve essere il migliore, il più bravo, il più intelligente. E’ legittimo, se non fosse che spesso diventa una gara tra genitori dove i figli sono marionette mosse a seconda del piacere dei propri cari. Avete mai assistito non dico ad una partita, ma ad un semplice allenamento di una squadra di calcio di bambini di sei, sette anni? Le mamme ed i papà a bordo campo che si improvvisano allenatori, che litigano tra loro perché il mister ha mandato avanti un bimbo anziché un altro. Già li vedono come professionisti del pallone, i migliori che vinceranno il pallone d’oro dopo una carriera piena di milioni. 
Ma il cuore non lo guarda più nessuno. Preferisco la compagnia delle persone più umili, che parlano con il sentimento e se l’italiano è scorretto, a chi importa se i concetti sono intrisi di amore, di semplicità di umanità e solidarietà verso il prossimo? 
Dico sempre che se una persona mi dicesse “vuoi un assegno per la tua associazione o preferisci che venga a darti il mio tempo liberò” Non avrei esitazioni nel desiderare il volontario, la persona. I soldi prima o poi finiscono, ci compri le cose materiali che hanno una fine, paghi uno stipendio di chi se ne andrà se non potrai più pagarlo. Il volontario non finisce mai perché, anche quando se ne sarà andato, lascerà ricordi, momenti felici, lacrime condivise, foto da rivedere con gioia, qualcosa di materiale costruito con le sue mani, valori e principi donati a tutti noi in particolar modo ai ragazzi. Sono cose che non si possono comprare. 
Ebbene sono tanti gli esempi in cui il cuore ci fa capire più del cervello. Pensate ad un bambino che a quattordici anni abbia una capacità intellettiva pari ad un bambino di quattro anni. Quante cose capisce. A quattordici anni i ragazzi oggi cercano il ragazzino/a scegliendolo per il fisico, per la sua prestanza, magari guardando se con lui o lei ci si possa divertire, spingersi oltre. Poche volte vedo nel mondo che ci circonda la voglia di amare e quando c’è si tiene ben nascosta per la paura di essere derisi. Un bambino con handicap mentale si affeziona alle persone, le consola se le vede tristi, si esprime con baci e abbracci e capisce molto più di noi. 
Così ci dice Gesù. I piccoli, i più umili, i bambini vedono Dio perché i loro occhi non sono velati ed il cuore è puro. Torniamo ad essere bambini, tutti ci siamo passati, e cerchiamo di guardare Dio ed il nostro prossimo con il sentimento puro che avevano da piccoli e si aprirà davanti a noi un mondo meraviglioso nel quale rifugiarsi nei momenti difficili o addirittura andarci a vivere per sempre pieni di semplicità ed amore.

UN GOVERNO SAGGIO

Immagine

Il re di un vasto regno iniziava ad invecchiare. Decise che era tempo di selezionare un erede fra i suoi quattro figli, così li chiamò uno alla volta per discutere l’eredità del suo regno. Il primo figlio entrò nella stanza del re e si mise a sedere; il re disse: 
“ Figlio mio, sono molto vecchio e non vivrò ancora per molto. Desidero affidare il mio regno al figlio che è pi

ù adatto al compito. Dimmi, se ti lascio il mio regno, cosa gli darai ? ” 

Questo suo figlio era estremamente ricco, così riflettendo sulla domanda rispose: 
“ Sono un uomo molto benestante. Se mi lasci il tuo regno, io gli darò tutte le mie ricchezze così che diventerà il regno più ricco del mondo ! ” 

disse il re, congedandolo :
“ Grazie, figlio mio ”

Entrò il secondo figlio, ed il re disse: 
“ Figlio mio, sono molto vecchio e non vivrò ancora per molto. Desidero affidare il mio regno al figlio che è più adatto al compito. Dimmi, se ti lascio il mio regno, cosa gli darai ? ” 

Ora questo suo figlio era molto intelligente, così dopo aver pensato alla risposta disse: 
“ Sono un uomo di grande intelligenza. Se mi affidi il regno metterò a sua disposizione tutta la mia intelligenza e diventerà il regno più intelligente di tutto il mondo ! ”

disse il re — e congedandolo : 
“ Grazie, figlio mio ”

Il terzo figlio entro nella stanza del re ed il re disse: 
“ Figlio mio, sono molto vecchio e non vivrò ancora per molto. Desidero affidare il mio regno al figlio che è più adatto al compito. Dimmi, se ti lascio il mio regno, cosa gli darai ? ” 

Il terzo figlio del re aveva un grande forza, così disse in risposta alla domanda: 
“ Sono un uomo molto forte. Se mi lascerai il regno, io gli regalerò tutta la mia forza, rendendolo il regno più forte di tutto il mondo ”

“ Grazie, figlio mio ”, disse il re — e congedò il terzo figlio.

Il quarto figlio entrò e venne ricevuto dal re nella stessa maniera dei suoi fratelli. Questo suo figlio non era particolarmente ricco, intelligente o forte, così rispose:
“Padre mio, tu sai che i miei fratelli sono più ricchi, più intelligenti, più forti di me. Negli anni che hanno passato a guadagnarsi questi attributi, io ho trascorso il mio tempo fra il popolo del nostro regno. Ho condiviso le loro malattie e le loro sofferenze ed ho imparato ad amarli. L’unica cosa che ho da offrire al popolo del tuo regno è il mio amore. 
So che i miei fratelli hanno di più da offrire, quindi non rimarrò deluso se non sarò nominato erede al trono. Continuerò semplicemente a fare quello che ho sempre fatto ”

Quando il re morì, il popolo aspettò con ansia di sapere chi sarebbe stato il nuovo sovrano. Mai si vide tanta gioia e tanta allegria come quando vennero a sapere che il loro re sarebbe stato il quarto figlio.

“ Chiunque vorrà essere grande, deve farsi servitore, poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per esser servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti ”

Immagine

 

Signore, voglio pregarti così,
senza tante “formule” o preghiere imparate a memoria.

Ti chiedo aiuto perché in questo mondo
è veramente difficile essere sé stessi,
avere un proprio stile…
pensare con la propria testa
ed essere “limpidi” davanti agli altri,
senza maschere!

Signore, aiutami a credere in Te,
aiutami a capire che se Tu sei con me,
non ho bisogno di nessuna maschera per piacere agli altri,
per non soffrire,
per essere felice!

La Bibbia dice che “mi hai creato come un prodigio”,
sono unico e speciale,
aiutami ad essere me stesso
con tutte le persone che incontro.

Aiutami ad essere ogni giorno… (ognuno dice il proprio nome)

Amen.