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Salve, o Madre, Regina del mondo.
Tu sei la Madre del bell’Amore, 
Tu sei la Madre di Gesù fonte di ogni grazia, 
il profumo di ogni virtù, lo specchio di ogni purezza.
Tu sei gioia nel pianto,
vittoria nella battaglia, speranza nella morte. 
Quale dolce sapore il tuo nome nella nostra bocca,
quale soave armonia nelle nostre orecchie, 
quale ebbrezza nel nostro cuore! 
Tu sei la felicità dei sofferenti,
la corona dei martiri,la bellezza delle vergini. 
Ti supplichiamo, guidaci dopo questo esilio al possesso del tuo Figlio, Gesù. Amen.

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Se è vero che nella vita non è importante rispondere a tutte le domande, bensì porsi quelle giuste, allora l’interrogativo che Gesù pone alla fine del suo racconto, a proposito della necessità di pregare sempre, ci riguarda molto da vicino e non può restare senza una nostra personale risposta. Si deve pregare sempre perchè ogni momento è quello in cui il Signore viene, ossia si rende presente a noi.

D’altronde, il Cristo risorto dai morti è il Veniente, cioè Colui che viene. La salvezza avviene in questo nostro tempo profano che è illuminato dal dono immenso della fede che già ci rende partecipi della vita nuova. L’eucarestia che celebriamo è preghiera incessante che sale al Padre per i meriti di Gesù Cristo nella forza dello Spirito Santo.

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Tutto ciò che quest’anno ha racchiuso in sè, è andato nell’abisso dell’eternità. nulla si perde.

Sono contenta che non si perda nulla.

Santa Faustina

IO SARO’ CON TE

In questa domenica voglio innalzare una preghiera insieme a voi, per questa domenica che chiude il nostro anno 2012, una preghiera per tutto il mondo affinchè non si perda la speranza, la fiducia, la pace e l’amore.

Voglio pregare per tutti, per ognuno di voi, per la pace….. la pace è il bene supremo, preghiamo sempre per la pace

E vi dico già la risposta del Signore alla nostra preghiera, ce la da con questo canto:

 

LA BELLEZZA DEL SANTO ROSARIO

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San Pio da Pietrelcina una volta disse: “La devozione alla Madonna vale più di tutta la filosofia e la teologia”.

Un’affermazione di questo tipo potrebbe risultare strana. San Pio non dice che ad essere superiore a tutta la filosofia e la teologia sia l’amore a Gesù, ma che già lo sia la semplice devozione alla Madonna. Una simile affermazione si può capire per DioPadre, per Gesù (il Dio fattosi uomo)… ma per una creatura umana…

Eppure la frase del Santo Cappuccino è incontestabilmente vera. Vediamo in che senso. Ci sono almeno due motivi per capirla appieno.

Maria è la via privilegiata per giungere a Dio

1) La Vergine Maria ci ha donato la possibilità della salvezza dicendo di sì all’Angelo. Ragioniamo. Le argomentazioni filosofiche e quelle teologiche sono fini a se stesse? Evidentemente no. Esse servono alla realizzazione dell’uomo, ma quale realizzazione può essere più importante della conquista del Paradiso? Dunque, la Vergine, donandoci il Redentore, ci ha anche donato la possibilità della salvezza (possibilità, non certezza, perchè dipende dalla nostra libertà).

2) La Vergine Maria è il “segno” per eccellenza della tenerezza di Dio. La filosofia e la teologia rimangono sul piano dello studio e del metodo logico-discorsivo e, per quanto debbano essere sempre alimentate dalla preghiera e dalla santità (la sapienza scaturisce dalla temperanza e dalla vita di Grazia), costituiscono solo un ausilio all’esercizio della carità, ovvero all’amore a Dio.

La Vergine, invece, pur essendo un mezzo, è il segno per eccellenza dell’amore di Dio, è la creaturale immagine visibile di questo Amore (diciamo “creaturale” per distinguerla dal Verbo incarnato che è segno ontologicamente divino dell’Amore di Dio).

Contemplando le meraviglie della Vergine non occorre studiare: c’è tutto. C’è l’amore a Dio: chi più di Lei ha amato Gesù? C’è l’obbedienza a Dio: chi più di Lei si è fatta “ancella” di Dio? C’è l’amore alla Chiesa: chi più di Lei ha dato la propria carne e il proprio sangue alla Chiesa, essendo già Gesù (il Capo) tutta la Chiesa? C’è l’obbedienza all’autorità della Chiesa: chi più di Lei, pur essendo Regina della Chiesa e degli Apostoli, si è sottomessa agli apostoli e in particolare a Giovanni, capo della comunità di Efeso, facendosi custodire da lui?

Mettersi dinanzi alla Madonna, amarla e contemplarla, è la cosa più efficace per amare Dio, più efficace di tutti libri di teologia.

Il rosario è la preghiera più efficace per invocare Maria

Ciò ci fa capire quanto il Rosario sia la preghiera più efficace, perché pone Maria come modello del vivere cristiano e perché chiede a Maria di essere l’aiuto privilegiato a questo vivere cristiano. I misteri del Rosario sono la contemplazione degli accadimenti della Redenzione, per viverli con il cuore dell’Immacolata e per amarli con l’amore dell’Immacolata.

C’è chi ha detto giustamente che la nascita del Protestantesimo ha segnato una sorta di “scritturazione” della Bibbia, nel senso che la Riforma, ponendo le Sacre Scritture come unica fonte della Rivelazione, ha cercato d’imporre un approccio ad esse puramente legato alla lettura e alla comprensione letterale.

Il Cattolicesimo, invece, ha sempre proposto un altro approccio per la conoscenza della “Storia della Salvezza”: quello dell’immagine, ovvero quello dello sguardo. Questo accadeva nel Medioevo (per esempio i portali delle cattedrali con i quali tutti apprendevano i grandi avvenimenti della Bibbia); continuò ad accadere con la cosiddetta Controriforma e con la straordinaria arte sacra che ne conseguì.

Il motivo di ciò è senz’altro nel fatto che il Cattolicesimo in questo modo voleva conservare una priorità del Magistero sulla Scrittura. Ma noi siamo convinti che questa priorità della contemplazione sulla comprensione e dell’immagine sulla scrittura… è perchè il Cattolicesimo è contemplare Maria, è attendere di essere da Lei ammaestrati ad amare l’unico fine della vita, che è Dio.

Il Cattolicesimo non è un leggere, ma un guardare; non è un imparare dai libri, ma da una Madre… reclinando il proprio capo sul suo seno, come un bimbo che trova solo in questo modo la sua pace e il suo riposo.
Se, dunque, il Cattolicesimo è prevalentemente un “guardare” Maria, si capisce anche perché il Rosario sia la preghiera più efficace; proprio perché pone Maria come modello del vivere cristiano e perché chiede a Maria di essere l’aiuto privilegiato a questo vivere cristiano. I misteri del Rosario sono la contemplazione degli accadimenti della Redenzione, per viverli con il cuore dell’Immacolata e per amarli con l’amore dell’Immacolata.

I danni del non pregare

Lourdes e Fatima (tanto per citare due apparizioni famose) parlano chiaro. La Vergine, dinanzi al reale pericolo di perdizione delle anime come effetto di un mondo che andava sempre più allontanandosi dalla Legge di Dio, chiese di recitare e diffondere il Rosario. Ella stessa apparve con la Corona fra le mani.

Eppure – diciamolo francamente – negli ultimi decenni, per un’orgogliosa mentalità atta a valorizzare un atteggiamento puramente intellettualistico e “adulto” della fede, questa pia pratica è stata abbandonata da molti, anche da molti sacerdoti e religiosi.

Il disfacimento delle famiglie è sotto gli occhi di tutti. La causa sta soprattutto nel fatto che nelle famiglie non si prega più. La preghiera è il gesto umanamente più vero: l’uomo non diventa grande quando allarga le sue spalle, quando rivendica i suoi diritti, ma quando s’inginocchia, perché solo così esprime sinceramente la sua reale dimensione esistenziale, che è quella (è inutile illudersi) della continua invocazione.

C’è una storiella fantastica che racconta di un uomo con un viso mostruoso, inguardabile; ma egli non lo sa, perché non si è mai specchiato nella sua vita. Ad un certo punto passa un altro uomo che ha un piccolo difetto fisico (il naso un po’ più lungo); ebbene, il primo (quello con il viso mostruoso) inizia a deriderlo, non sospettando che egli è davvero inguardabile.

Morale della favola: perché il protagonista è arrivato a tanto? Perché nella sua vita non si è mai specchiato. Lo specchio è Dio. L’uomo che vive con Dio, infatti, si riconoscerà sempre peccatore e, riconoscendosi tale, non potrà permettersi di non perdonare l’altro.

Viceversa, colui che vive senza Dio finirà con il tollerare tutti i propri difetti e manifestare, invece, massima intolleranza verso i difetti altrui. È ciò che dice il Pater: “Rimetti a noi i nostri debiti, perché noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Non meravigliamoci, quindi, che, tolta la preghiera, la famiglia possa diventare “luogo” di continue incomprensioni, di intolleranza e di insopportazione.

Pregare sempre e comunque

Una delle critiche che sono rivolte al Rosario è quella di dire: a che serve biascicare tante Ave, per giunta spesso frastornati da rumori, da distrazioni e quant’altro? È evidente che il Rosario vada recitato nel miglior modo possibile. Si sa, per esempio, che la recita dinanzi al SS.mo Sacramento (ma anche in famiglia) permette di lucrare l’indulgenza plenaria. Ma – attenzione – ciò non vuol dire che se non si hanno queste possibilità, il Rosario vada abbandonato. Chi si lascia prendere da questa preoccupazione, si lascia irretire da uno scrupolo dietro al quale può celarsi una vera e propria tentazione demoniaca… e sappiamo quanto il demonio odi questa preghiera.
La bellezza del Rosario sta anche nella sua semplicità e facilità; nel fatto, cioè, che può adattarsi a tutte le situazioni. Si racconta di un soldato in trincea che scriveva una lettera alla mamma tra il fragore della battaglia. Un commilitone gli chiese: “Ma come fai a scrivere con questo fracasso? Chissà quanti strafalcioni ti scappano!”. “Non fa niente – rispose il soldato – gli strafalcioni se li corregge la mamma. L’importante è che io le scriva”.
A san Pio da Pietrelcina una volta fu chiesto come recitare il Rosario. Il Santo rispose: “L’attenzione deve essere portata all’Ave, al saluto che rivolgi alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri essa era presente, a tutti partecipò con l’amore e con il dolore”.

Attenzione dunque a certi scrupoli. Che nascondono anche un errore tipico di molto cattolicesimo contemporaneo, il quale, nel tentativo di combattere “ingenui devozionalismi”, pone l’esperienza di fede in una prospettiva di tipo intellettuale, dimenticando che essa è sì “intelligenza nella fede” ma tutta orientata e finalizzata all’affidamento e all’amore.

Si è parlato molto di “cattolicesimo adulto”, ma non è vero piuttosto che Gesù lodi proprio i piccoli indicando la loro posizione esistenziale (lo stupore, la meraviglia e l’abbandono) come criterio determinante per ogni cristiano?

I Santi approfittavano di ogni momento per recitare il Rosario… san Pio ebbe il privilegio di recitarne tantissimi al giorno… non sono diventati né degli alienati, né dei disaddatati… anzi chi più di loro ha capito davvero la vita, i fratelli e ha raggiunto una vera sapienza? Non ci sembra che tanti teologi, che per lo studio hanno abbandonato la preghiera e disprezzato l’“ingenuità” del Rosario, abbiano raggiunto gli stessi livelli di sapienza.

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Verbo Incarnato, che nuovamente condividi con noi il tuo Natale
insegnaci a condividere con gli altri i nostri progetti di pace e solidarietà.

Tu che nella Grotta di Betlemme hai proposto agli uomini di ogni tempo un itinerario di amore e riconciliazione illumina l’umanità di oggi a ritrovare la strada che porta ad incontrare l’altro nel dialogo, nell’amore e nel rispetto profondo.

Piccolo grande Dio, che nell’umiltà più sentita hai indicato in Te la via maestra che porta alla verità aiutaci ad eliminare da questa terra l’orgoglio, la falsità e la menzogna, cause dirette del male del mondo moderno.

Tu che leggi nel profondo di ogni cuore trasforma i nostri personali risentimenti in atteggiamenti e comportamenti fraterni, gli unici che danno gioia vera e trasformano il Natale in festa vera.

Messia atteso da secoli e giunto nella pienezza dei tempi guida l’umanità del terzo millennio verso mete di giustizia più certe per ogni uomo di questa Terra.

Tu che tutto sai e puoi conosci le attese di ciascuno di noi anche per questo annuale anniversario della tua venuta tra noi fa nascere nel cuore di tutti gli uomini della terra un solo raggio della tua infinita carità e della tua bontà illimitata.

Non permettere, Gesù, Figlio dell’Uomo, che nessun bambino, giovane, adulto ed anziano del Pianeta Terra continui a soffrire a causa della cattiveria che si annida nel cuore di tanta gente.

Fa di tanti cuori segnati dall’odio e dalla morte cuori capaci di amare e di perdonare come tu hai perdonato alla Maddalena, ai tuoi crocifissori ed al buon ladrone morto in croce accanto a Te sul Golgota.

Dalla capanna di Betlemme anche quest’anno si irradi in tutto il mondo la luce del tuo Natale, che è sempre motivo di speranza e di pace per l’intera umanità. ( Di Papa Giovanni Paolo II )

IL SENSO DELLA PREGHIERA

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Quando pronunciate la vostra preghiera, cercate di fare in modo che esca dal cuore. Nel suo vero senso, la preghiera non è altro che un sospiro del cuore verso Dio; quando manca questo slancio, non si può parlare di preghiera.

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” La mia vita è cambiata… oggi sono in pace!”

Prima, la mia vita era agitata, piena di preoccupazioni, turbamenti,confusioni… Da quando ho ricevuto il rosario ed il libretto con il metodo per recitarlo bene e ho recitato tutti i giorni il rosario, la mia vita è cambiata. Oggi sono in pace!”  ( Carlo C. di Milano)

 

Oggi, è grande il numero delle persone provate da difficoltà e afflizioni, in cerca di soluzione per i loro problemi… non hanno speranza.

Come sarebbe differente se ascoltassero la voce materna di Maria Santissima che parla loro nel fondo del cuore:” Figlio mio, figlia mia, prega, chiedi… Io sono qui per ascoltarti”.

Tu forse sei come il giovane Carlo di Milano; hai bisogno di chiedere un aiuto soprannaturale per coloro che ti sono più cari.

A te che non hai perduto la speranza e hai la fede, rivolgo un invito: recita il Rosario tutti i giorni e, come Carlo, troverai la pace.

A Fatima, la Madonna ha chiesto insistentemente:” continuate a recitare il Rosario tutti i giorni in onore di Nostra Signora del Rosario, per ottenere la pace del mondo perchè soltanto Lei vi potrà aiutare”.

Non è forse la Maria Santissima che ci chiede di rivolgerci a Lei per trovare pace, serenità,conforto,rifugio per le nostre esperienze quotidiane, per le nostre esigenze, per la nostra tranquillità?

 

Allora invochiamola, recitiamo il Santo Rosario, ricorriamo alla nostra Avvocata, alla nostra Madre Celeste

Preghiamo la Madonna   Lei non può deluderci.

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

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La Medaglia Miracolosa è il segno

esteriore della Consacrazione all’Immacolata.

Noi la portiamo perchè l’Immacolata l’ha raccomandata

e noi abbiamo  bisogno di questa protezione.

 

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La solennità di Cristo Re, che corona e chiude l’anno liturgico, celebra Gesù inizio e fine, Signore e sovrano della vita e della storia. Egli è Re crocifisso, che anche da risorto manifesta con la Croce sulle spalle. Il suo trono è la Croce, la sua reggia il Calvario.

Pilato chiede a Gesù:” Sei tu il re dei Giudei?” Nel rispondergli:” Il mio regno non è di questo mondo”, il Signore sgombera il campo da ogni equivoco. Ma Pilato insiste:” Dunque tu sei re?”. così si rivela l’opposizione dei due regni: Gesù è Re che, assiso nel trono dei cieli,abbraccia, guida e governa il cosmo. Quale ” Primogenito dei morti e principe dei re della terra” ha un potere eterno ed infinito. Pilato invece è il procuratore romano della Palestina. Gesù è Re-pastore, che nutre il suo gregge a prezzo del suo corpo e del suo sangue. Pilato per governare ha bisogno di menzogne di sopraffazione. Gesù è Re nell’umiltà della sua Passione redentrice. Pilato è forte della sua autorità. Il regno di Cristo unisce nella solidarietà il Dio del cielo con gli uomini della terra.