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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

 

Il Signore ci chiama oggi ad essere sempre pronti in ogni momento. Essere pronti con le buone azioni, con la sua parola di vita, con il suo messaggio d’amore, vuole che lo diffondiamo in tutto il mondo, nelle nostre realtà quotidiane, sul nostro posto di lavoro, fra gli amici, ovunque in ogni luogo.

Non sarà mai troppo tardi per seminare i semi dell’amore e per vedere spuntare i germogli di nostro Signore

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Se è vero che nella vita non è importante rispondere a tutte le domande, bensì porsi quelle giuste, allora l’interrogativo che Gesù pone alla fine del suo racconto, a proposito della necessità di pregare sempre, ci riguarda molto da vicino e non può restare senza una nostra personale risposta. Si deve pregare sempre perchè ogni momento è quello in cui il Signore viene, ossia si rende presente a noi.

D’altronde, il Cristo risorto dai morti è il Veniente, cioè Colui che viene. La salvezza avviene in questo nostro tempo profano che è illuminato dal dono immenso della fede che già ci rende partecipi della vita nuova. L’eucarestia che celebriamo è preghiera incessante che sale al Padre per i meriti di Gesù Cristo nella forza dello Spirito Santo.

Oggi riflettiamo sull’importanza di porre nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Nostro Signore Gesù Cristo. Fondare la nostra casa sulla roccia significa porre Dio al primo posto nella nostra vita, le fondamenta della nostra esistenza deve essere solo Lui.

 

Nella vita ci sono tantissime situazioni in cui ci troviamo in pericolo, siamo tristi, delusi, affannati, oppressi, impauriti. Si susseguono come le stagioni, come l’alternanza tra pioggia a sole. Quando stiamo bene, quando non ci manca nulla, quando nella nostra vita splende sempre il sereno ci sembra di non aver bisogno di nessun tipo di aiuto, consiglio, paletto e viviamo con spensieratezza, incuranti del domani, alla giornata come se fossimo eterni adolescenti. Ma non è raro il caso in cui una tempesta si abbatta sulla nostra vita e dall’oggi al domani si possa passare dal ridere al piangere, ed in quel momento dove prenderemo le forze per poter reagire? Gli amici spesso ti abbandonano, i familiari talvolta si approfittano, non ci sono certezze e comunque amici e familiari potranno essere di consolazione, ma le forze per reagire si devono trovare dentro di noi. Il lavoro che si perde, il coniuge che ci lascia, i figli che si ribellano portano le persone a stare male, a vivere una vita di stenti con enorme tristezza. L’amico può farti una telefonata, invitarti a passare una serata, ma poi alla fine ha la sua vita, le sue preoccupazioni e chi ci resta? A chi chiedere quell’aiuto che possa servirci per riprendere il cammino interrotto? A tornare ad essere felici? A superare un momento difficile guardando con ottimismo alle disgrazie che ci stanno capitando? Solo Dio, Padre di tutti noi, capace di consolarci ogni istante, darci consigli utili per affrontare serenamente le intemperie della vita, vicino a chi cade anche se è colpevole. Quante volte capita di trovare fratelli, amici, parenti disposti a sostenerci nelle nostre problematiche, ma quanti sono pronti a starci vicino se siamo colpevoli di qualche reato, se ci siamo macchiati di colpe, ben pochi, forse nessuno. Solo Dio non ci abbandona. 
Pensate ai ragazzi adolescenti. Capita spesso che per l’incontro con brutte compagnie, per il desiderio di avere di più o per la fuga dalla realtà e il desiderio di non stare alle regole comincino a comportarsi male, inizino a fare qualche furtarello, qualche bravata, poi passano a rubare cose sempre più costose, sempre più spesso fino a compiere furti aggravati. Il loro rapporto con i genitori è per anni conflittuale, di completa ribellione, incapaci di vedere la realtà, di capire che stare alle regole è importante per costruire una vita futura. Ma è fatica, è sofferenza ed allora preferiscono disobbedire, scappare, cercare in altri la loro famiglia, siano essi amici o fratelli che mai hanno conosciuto. Riescono per anni a farla franca, a convincere tutti con qualche lacrimuccia che sono pentiti e che non ripeteranno più le loro azioni. Trovano tante persone che vogliono aiutarli, che chiudono un occhio, che non fanno denunce, poliziotti che li accompagnano a casa dando loro una pacca sulla spalla di incoraggiamento, giudici minorili che archiviano le loro malefatte per dar loro una chance in più, persino avvocati disposti a difenderli gratuitamente. Molti capiscono e cambiano strada, si pentono intimamente e cominciano a camminare sul giusto sentiero, altri invece pensano di essere superiori, più furbi degli altri, si convincono che potranno farla franca sempre, come sempre è accaduto, e non capiscono che coloro che li hanno redarguiti per anni sono gli unici amici che hanno, le uniche persone che gli vogliono bene. Arrivano ad un certo momento, magari proprio il giorno del loro diciottesimo compleanno, che la corda, che per tanto tempo hanno tirato, cominci a stringersi, ma non si accorgono di averla attorno al proprio collo, tanto che più tirano, più rubano, più dicono bugie, più tentano di divincolarsi da leggi e norme o di scappare, più la corda li soffoca. Chi era disposto prima a dargli fiducia, arrivati ad una certa età cominciano a pensare di non riuscire più a farli ragionare e iniziano le maniere forti, la polizia li arresta, i giudici li condannano e l’adolescente spensierato viene catapultato in un mondo di adulti, sbattuto in prigione in mezzo a delinquenti abituali. Allora i suoi dolci occhioni non faranno più presa, anzi potrebbero essere causa di ulteriori problemi. Non ascoltano nessuno, non vedono la realtà, credono al primo stupido che si beve le loro bugie e gli promette mare e monti. Ma se la loro vita si basa su furbate e bugie, è una vita falsa ed è come una casa costruita sulla sabbia, basta poco per abbatterla, basta una mareggiata, basta che qualcuno si stanchi di metterci dei puntelli per tenerla in piedi. Quel giorno in cui la corda si stringerà attorno al loro collo non avranno più vicino lo psicoterapeuta che pagava il comune, non più i servizi sociali che non hanno più il mandato, non più i giudici minorili disposti a passarci sopra, non più i fratelli che sono lontani e cominciano ad aprire gli occhi capendo che tutte le cose che gli erano state raccontate erano solo bugie e non sono in grado di aiutarli. E’ quello il momento in cui alzeranno gli occhi e vedranno in un angolo, in disparte, due genitori che li hanno sempre amati, che hanno ripetuto mille volte gli insegnamenti per una vita tranquilla e forse quel giorno capiranno che sono gli unici sui quali poter contare. 
Noi facciamo come gli adolescenti, mettiamo Dio da parte, ci ribelliamo alle Sue regole perché ci impediscono di goderci la vita, ma Lui ci è sempre vicino, non ci abbandona mai, nemmeno quando decidiamo di andare lontani da Lui, quando parliamo male di Lui con tutti, quando gli urliamo contro tutta la nostra rabbia e se potessimo lo ammazzeremmo per non sentirlo più. Ma quando tutto ci crolla addosso, quando tutti ci puntano il dito contro, quando ci guardiamo allo specchio e vediamo che la nostra vita è priva di principi e sta andando allo sbando, apriamo gli occhi e vediamo Dio sotto un’altra luce, come l’unico che possa aiutarci ad uscire dai nostri problemi. E Gesù sarà lì, pronto a curare le nostre ferite, come ogni padre ed ogni madre farebbe per il proprio figlio il giorno che dovessero arrestarlo per i reati commessi.

RICORDARE LA PREDICA

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Una domenica, verso mezzogiorno, una giovane donna stava lavando l’insalata in cucina, quando le si avvicinò il marito che, per prenderla in giro, le chiese:
«Mi sapresti dire che cosa ha detto il parroco nella predica di questa mattina?».
«Non lo ricordo più», confessò la donna.
«Perché allora vai in chiesa a sentir prediche, se non le ricordi?».
«Vedi, caro: l’acqua lava la mia insalata e tuttavia non resta nel paniere; eppure la mia insalata è completamente lavata».

Non è importante prendere appunti. È importante lasciarsi «lavare» dalla Parola di Dio.

LA STORIA DI TOMMY

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Tommy, un piccolo strillone storpio, viveva in povertà, con sua zia in un appartamentino di un vecchio caseggiato in una grande città. In seguito ad un incidente era rimasto così handicappato che doveva passare la maggior parte delle sue giornate a letto. 
Un giorno Tommy chiese ad un amico strillone di portargli il libro che parlava di un Uomo che fece sempre il bene dovun

que andava! Il suo amico cercò dappertutto questo libro dal titolo sconosciuto. Finalmente un libraio capì che doveva trattarsi della Bibbia e della storia di Gesù. Il ragazzino racimolò le poche monetine che aveva e il libraio gli diede una copia del Nuovo Testamento. Con quel libro in mano, il piccolo corse da Tommy! I due ragazzi cominciarono a leggerlo insieme e dopo qualche tempo Tommy capì il messaggio di salvezza che conteneva. Accettò Gesù come suo Salvatore e decise che voleva anche lui fare del bene come il meraviglioso uomo del libro. Ma era storpio e non poteva nemmeno lasciare la stanzina in cui viveva insieme alla vecchia zia! Pregò per chiedere aiuto a Dio, il quale gli suggerì un’idea ! Tommy cominciò a copiare alcuni versi della Bibbia su dei pezzetti di carta, che poi lasciava cadere dalla finestra sulla strada sottostante! I passanti li vedevano fluttuare nell’aria e li raccoglievano, curiosi di sapere di che cosa si trattasse. In quel modo leggevano le parole di un Uomo che faceva sempre il bene dovunque andava: Gesù Cristo! Molti ne furono risollevati, incoraggiati, confortati. Diverse persone conobbero Gesù grazie alla semplice opera di quel ragazzino con il suo vangelo. Un giorno un ricco uomo d’affari incontrò Gesù grazie alla lettura di uno dei bigliettini di Tommy. Ritornò poi sul punto in cui aveva trovato quel pezzetto di carta, sperando di scoprire da dove fosse venuto. Notò un altro foglietto ondeggiare nell’aria e posarsi sul marciapiede. Osservò una vecchietta stanca che si chinò a fatica per raccoglierlo. Il suo volto si illuminò mentre lo leggeva e i suoi passi sembrarono acquistare nuova forza quando riprese il cammino! L’uomo rimase immobile, gli occhi puntati verso l’alto, deciso a scoprire la provenienza di quei bigliettini! Dovette attendere a lungo, perché ci vollero alcuni minuti prima che il povero Tommy riuscisse a scarabocchiare a fatica anche solo un versetto. Improvvisamente l’uomo notò una finestra da cui una manina scarna lasciava cadere un pezzetto di carta uguale a quello che aveva dato nuova vita a lui. Localizzata la finestra, fece di corsa le scale del caseggiato e rintracciò la stanzina di Tommy. Fece subito amicizia con il ragazzo e gli procurò tutto l’aiuto e l’assistenza medica che poteva. Un giorno gli chiese se gli sarebbe piaciuto andare a vivere con lui nella sua lussuosa villa fuori città. Con sua grande sorpresa, Tommy rispose: 
“ Devo chiedere al mio amico ! ” 
L’amico era Gesù. 
Il giorno seguente l’uomo ritornò, ansioso di conoscere la sua risposta. Invece Tommy gli fece delle domande insolite: 
“ Dove hai detto che si trova la tua casa ? ” 

rispose l’uomo :
“Oh è fuori in campagna, in un posto bellissimo, con tanto giardino intorno! Avrai una cameretta tutta per te, della servitù a tua disposizione, pasti deliziosi, un bel lettino, ogni comodità e tutto quello che puoi desiderare. Io e mia moglie ti vorremo bene e ti alleveremo come un figlio ”. 

Tommy esitò, poi chiese di nuovo: 
“ Passerà nessuno sotto la mia finestra ? ” 

Sorpreso e un po’ perplesso, l’uomo rispose: 
“ beh…no, solo la servitù, e forse il giardiniere ! Ma… forse non capisci, Tommy, è un posto stupendo, in campagna, lontano dalla confusione della città! Potrai riposare tranquillo, leggere e fare tutto ciò che vorrai, lontano da questa sporcizia, questo inquinamento, questo baccano ! ” 

Tommy rimase a lungo in silenzio dispiaciuto, perché non voleva offendere il suo nuovo amico. Alla fine, con le lacrime agli occhi, disse con un tono calmo, ma fermo: 
“ Mi dispiace, ma non potrei mai vivere dove nessuno passa sotto la mia finestra.”

Questa è la storia vera di un ragazzino così inerme e isolato che si stenta a credere che potesse aver l’opportunità di aiutare altre persone, ma l’amore trovò un modo di esprimersi.

Qualcuno passa sotto la finestra della tua vita ogni giorno.Il tuo amore ha scoperto come aiutarlo? Se vuoi, puoi farlo, qualsiasi siano i tuoi limiti o le tue condizioni. Dio ha promesso che, se aprirai la finestra della tua vita sugli altri, Egli ” aprirà le finestre del Cielo e riverserà su di te tanta benedizione che non avrai spazio sufficiente ove riporla ”.