Tag Archive: fede


braccia

 

Se è vero che nella vita non è importante rispondere a tutte le domande, bensì porsi quelle giuste, allora l’interrogativo che Gesù pone alla fine del suo racconto, a proposito della necessità di pregare sempre, ci riguarda molto da vicino e non può restare senza una nostra personale risposta. Si deve pregare sempre perchè ogni momento è quello in cui il Signore viene, ossia si rende presente a noi.

D’altronde, il Cristo risorto dai morti è il Veniente, cioè Colui che viene. La salvezza avviene in questo nostro tempo profano che è illuminato dal dono immenso della fede che già ci rende partecipi della vita nuova. L’eucarestia che celebriamo è preghiera incessante che sale al Padre per i meriti di Gesù Cristo nella forza dello Spirito Santo.

vangelo_web--400x300

Oggi riflettiamo sull’annuncio dell’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, del racconto che ci espone le paure e i dubbi della Madonna e l’angelo le disse di non temere, NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO.  Su questo noi rifletteremo  su l’IMPOSSIBILE DI DIO.

L’impossibile di Dio si rende possibile nel credere.

Ogni volta che crediamo, rendiamo presente in noi e attorno a noi questo impossibile.

Anche attorno a noi, allora, i segni diventano sempre meno chiusi, e si aprono per essere segni di vita, di speranza, di fede e di amore.
Credere all’impossibile di Dio fa sorgere anche i segni dell’impossibile.

Questa constatazione avviene ogni volta che il nostro cammino si riconduce alla Parola del Vangelo.

Il passaggio dall’impossibile a ciò che è possibile avviene sulla Parola.

L’ Annunciazione come fatto di cronaca è impossibile; ma come segno diventa possibile e attuabile per noi, anche oggi.
Tutto avviene grazie all’ascolto della Parola.
Proprio come lo è stato per Maria.

L’atto di fede di Maria è anche il nostro atto di fede e di adesione, attraverso l’ “Eccomi” nella disponibilità anche all’impossibile, che però viene trasformato proprio dall’atto di fede e di adesione.

L’ ANNUNCIAZIONE A MARIA E’ OGGI ATTRAVERSO MARIA, A NOI

LA CITTA’ SMEMORATA

480583_431693443564395_1746243986_n

Una volta, in una piccola città, uguale a tante altre, cominciarono a succedere dei fatti strani.
I bambini dimenticavano di fare i compiti, i grandi si dimenticavano di togliersi le scarpe prima di andare a dormire, nessuno si salutava più. Le porte della chiesa rimanevano chiuse. Le campane non suonavano più. Nessuno sapeva più le preghiere.
Un lunedì mattina, però, un m

aestro domandò ai suoi alunni:
” Perché ieri non siete venuti a scuola ? “risposero gli scolari :
” Ma ieri era domenica ! La domenica non c’è scuola ”

” Perché ? ” chiese il maestro.

Gli alunni non seppero che cosa rispondere. Si avvicinava il Natale e il maestro chiese ancora :
” Perché suonano questa musica dolce? Perché sull’albero ci sono le candele ?”

Nessuno lo sapeva.
Due amici avevano litigato: si erano insultati fino a diventare rauchi , pensava tristemente uno di loro :
” Ora non ho più nessun amico ”

E non sapeva che cosa fare.
La piccola città si faceva sempre più grigia e triste. La gente diventava ogni giorno più egoista e litigiosa.

all’improviso tutti dissero :
” Ho l’impressione di aver dimenticato qualcosa ”

Un giorno soffiava un forte vento tra i tetti, così forte da smuovere le campane della chiesa. La campana più piccola suonò.
Improvvisamente la gente si fermò e guardò in alto. E un uomo per tutti esclamò:
” Ecco che cosa abbiamo dimenticato: Dio ! ”

Se c’è speranza in questo mondo è solo perché risuona ancora il nome di Dio. Milioni e milioni di persone gettano su questo nome le gioie e le paure della propria esistenza. E’ l’unico nome che porta su di sé il peso dell’umanità e che dà un senso a tutto.
Anche per questo non possiamo rinunciare a pronunciarlo con rispetto e fiducia.

NOTTE DI STELLE

Immagine

 

La crisi aveva picchiato duro, ed in famiglia tutti sentivano un nodo in gola ! Il papà era stato messo in “cassa-integrazione” e, da giorni, si parlava solo di come riuscire a risparmiare…
Nessuno aveva voglia di parlare !
Improvvisamente, la mamma batté le mani,per attirare l’attenzione di tutti e disse :

” Tutti in piedi, e venite fuori, nel piccolo giardino ! Guardate il cielo ! “

Tutti guardarono in su…
L’immensa cupola, di velluto nero, era un trionfo di stelle, vive e pulsanti.
Fissandolo, si provava come una vertigine, come se tutta quella brillante moltitudine li risucchiasse, in un vortice senza fondo.
Si sentirono piccoli, piccoli…
Si strinsero l’un l’altro, e si abbracciarono !
Quell’incredibile spettacolo li soggiogava, e li spronava:
era tutto così grande, illimitato, senza tempo.
Allargava la mente ed il cuore, infondeva un nuovo coraggio.
Sembrava la grande pubblicità della speranza…

disse, semplicemente, la mamma :
” È di notte , che si vedono le stelle ! “

« Nei giorni bui, della nostra vita, solo la Fede , può aiutarci, a vedere le ” Stelle ” ! »

ANNO DELLA FEDE

Immagine

 

A = ad ogni uomo che nasce Dio affida un lume che accende 
nell’animo : la fede
N = nessuno può vivere, camminare, correre ed amare senza 

questa luce viva
N = nascendo il bimbo ha fede nella mamma, e nel papà nel pilota 
d’aereo
O = ogni mattina ci fidiamo del lattaio, del barista, dell’avvocato e 
del taxista 

D = di Dio allora non dobbiamo fidarci? Lui che ci conosce, ama e 
dà la vita ? 
E = errando vagabondi nei labirinti della storia questo lume acceso 
ci indica la via 
L = lungo le coste dove il mare è in tempesta e la mia nave , 
sembra naufragare
L = lontano ma sicuro ecco un faro di salvezza, un’ancora di 
speranza : è la fede 
A = a volte questa luce sembra spegnersi, resta un lumino 
fumigante che si dilegua

F = Forze avverse sembrano soffiare contro per finirlo del tutto e 
tu remi senza meta
E = è arrivato il tempo per fare il pieno, caricar le pile, ravvivare 
questa fiamma
D = Dio è l’unico da ritrovare: più ritorni a Dio, più l’uomo si svela 
nel suo grande mistero
E = ecco il tempo di grazia, tempo favorevole per credere ancora: 
è l’anno della fede !

Immagine

 

Una domenica, verso mezzogiorno, una giovane donna stava lavando l’insalata in cucina, quando le si avvicinò il marito che, per prenderla in giro, le chiese:
«Mi sapresti dire che cosa ha detto il parroco nella predica di questa mattina?».
«Non lo ricordo più», confessò la donna.
«Perché allora vai in chiesa a sentir prediche, se non le ricordi?».
«Vedi, caro: l’acqua lava la mia insalata e tuttavia non resta nel paniere; eppure la mia insalata è completamente lavata».

Non è importante prendere appunti. È importante lasciarsi «lavare» dalla Parola di Dio.

Immagine

 

La solennità di Cristo Re, che corona e chiude l’anno liturgico, celebra Gesù inizio e fine, Signore e sovrano della vita e della storia. Egli è Re crocifisso, che anche da risorto manifesta con la Croce sulle spalle. Il suo trono è la Croce, la sua reggia il Calvario.

Pilato chiede a Gesù:” Sei tu il re dei Giudei?” Nel rispondergli:” Il mio regno non è di questo mondo”, il Signore sgombera il campo da ogni equivoco. Ma Pilato insiste:” Dunque tu sei re?”. così si rivela l’opposizione dei due regni: Gesù è Re che, assiso nel trono dei cieli,abbraccia, guida e governa il cosmo. Quale ” Primogenito dei morti e principe dei re della terra” ha un potere eterno ed infinito. Pilato invece è il procuratore romano della Palestina. Gesù è Re-pastore, che nutre il suo gregge a prezzo del suo corpo e del suo sangue. Pilato per governare ha bisogno di menzogne di sopraffazione. Gesù è Re nell’umiltà della sua Passione redentrice. Pilato è forte della sua autorità. Il regno di Cristo unisce nella solidarietà il Dio del cielo con gli uomini della terra.

UNA TELEFONATA CON DIO

Immagine

Per parlare con Dio controlla che il prefisso sia giusto.
Non comporre il numero senza pensarci bene per non rischiare una telefonata a vuoto.

Non irritarti quando senti il segnale di ” occupato “, attendi e riprova. Sei certo di avere composto il numero giusto ?
Ricorda che telefonare a Dio non è un monologo , non parlare continuamente tu, ma ascolta che cosa ha da dirti Lui.

In caso di interruzione controlla se non sei stato tu stesso ad interrompere il collegamento.

Non abituarti a chiamare Dio unicamente in casi di emergenza, scegliendo solo il numero del pronto intervento.

Non telefonare a Dio soltanto nelle ore a tariffa ridotta, ossia prevalentemente di Domenica , anche nei giorni feriali dovrebbe esserti possibile una breve chiamata a intervalli regolari.

Ricordati sempre le chiamate a Dio non costano nulla e che sono a Sue spese , qualsiasi compagnia tu abbia , Dio è disponibile 24 ore su 24 e tutto il tempo che volete
Controlla che Dio non ti abbia lasciato messaggi registrati nella segreteria telefonica.

Nota bene: se, pur avendo osservato queste regole la comunicazione risulta difficile, o disturbata, rivolgiti confidenzialmente allo Spirito Santo. Egli ristabilirà la comunicazione. Se il tuo apparecchio non funziona più portalo a riparare in quell’ufficio riparazioni che è il Sacramento del Perdono. Il tuo apparecchio è gratuito a vita e sarà rimesso a nuovo con un intervento gratuito. 

La compagnia vi augura una telefonata Divina

IN CERCA DI UN POSTO

Immagine

Era un ” manager ” di successo. Orologio, telefono “ satellitare ” e “ computer ” scandivano la sua giornata.
Ogni secondo era importantissimo per lui. Un giorno, aveva un appuntamento nella sede prestigiosa di uno “ studio legale ”.
Purtroppo, il lussuoso edificio si trovava in pieno centro e il “ manager ”, sempre più affannato, si accorse con sgomento che non aveva t

enuto conto del traffico. E della corrispondente difficoltà di trovare un posto per parcheggiare l’auto. Arrivato sul posto, fece un primo giro di “ ricognizione ”… Niente !
Ogni “ centimetro quadrato ” era occupato da una vettura. Provò a compiere un percorso più ampio… Niente, nel modo più assoluto ! Allora, preso dalla preoccupazione, cominciò a pregare:
” Signore, ti supplico, aiutami, ho bisogno di te, adesso !
Fammi trovare un posto per parcheggiare. Se esaudisci la mia preghiera, ti prometto che andrò a Messa tutte le Domeniche ! “. 

Fece un altro giro… Niente, neanche il posto per uno spillo !
Riprese a pregare, con più intensità: 
” Signore, non posso arrivare in ritardo a questo appuntamento ! Se mi liberi un posto per l’auto, mi “confesserò” anche tutte le settimane e non salterò mai le “ preghiere della sera ” ! ». 

Sempre pregando, guidava lentamente, scrutando ogni possibile “movimento” nelle vie , niente da fare e pregò ancora :
” Signore, ti prego, ne va della mia vita! Se mi fai trovare un posto per l’auto, leggerò il “Vangelo” tutti i giorni e magari mi metterò in lista per fare “catechismo” ! ». 

In quel momento, tre metri davanti a lui, un’auto se ne andò e si liberò un posto. Con un sospiro di sollievo, il bravo “manager” disse: 
” Signore, non ti disturbare… Ho appena trovato un posto ! “.

“ Pregare ” è il gesto più grande e “ nobile ” dell’essere umano, non uno stupido “atto scaramantico”

Immagine

 

Un re del tempo antico aveva un ministro molto saggio che, qualunque cosa accadesse, sentenziava:
” Ciò che Dio vuole è per il meglio ! ” 

Questa esclamazione non sempre riscuoteva l’approvazione del re che non aveva la stessa fede in Dio del suo saggio ministro. Una volta il re rimase ferito in battaglia e anche in quell’occasione il ministro sentenziò, come sempre:
” Ciò che Dio vuole è per il meglio ! “

Questa volta il re andò su tutte le furie: come osava il ministro dire una cosa di questo genere, che cosa ci poteva mai essere di buono per lui nell’esser stato ferito ? . E così fece imprigionare il ministro che accettò senza batter ciglio quell’ingiusta punizione con la solita esclamazione: 
” Ciò che Dio vuole è per il meglio ! “. 

Vinta la guerra il re tornò al suo passatempo preferito: la caccia. Proprio durante una battuta di caccia, mentre cavalcava nella foresta, alquanto lontano dal suo seguito, il re fu improvvisamente circondato da una banda di briganti, adoratori della dea Kalì, alla quale essi solevano offrire ogni anno un sacrificio umano. 
Destino volle che questa volta la vittima designata fosse il re stesso, che fu incatenato e portato nel tempio. Ma la vittima sacrificale deve essere fisicamente perfetta e non presentare menomazioni di sorta, perciò quando il sacerdote di Kalì si accorse della ferita del re, decretò che questi non era adatto a essere sacrificato e lo lasciò tornare libero al suo palazzo: quella ferita gli aveva salvato la vita ! 
Il re si rese conto che il ministro aveva avuto ragione e lo fece immediatamente liberare e reintegrare nella sua carica. Quando il ministro fu alla sua presenza, il re gli raccontò l’accaduto e aggiunse:
” La mia ferita è stata davvero per il meglio, perché grazie a essa sono sfuggito alla morte, ma che cosa ne hai guadagnato tu, che sei rimasto rinchiuso in prigione ? “

Il ministro rispose: 
” Maestà, se non fossi stato in prigione, sarei stato accanto a voi nella foresta; i banditi avrebbero catturato anche me e, dal momento che il mio corpo è intatto, avrebbero sacrificato me al vostro posto “.

Il re ammirò la saggezza del suo ministro e da allora lo tenne nella più alta considerazione.