Tag Archive: cuore


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Desideriamo ardentemente che Gesù con la sua chiave apra la porta del nostro carcere e dissolva le ombre che ci circondano. L’Avvento da voce a questo nostro desiderio di non rimanere da soli nel carcere della nostra paura, della nostra depressione, della nostra solitudine. Invochiamo Gesù affinché venga e apra la porta per entrare dentro di noi.

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Un maestro istruiva, una volta, i suoi discepoli. Nel corso dei suoi insegnamenti, domandò loro: 
” Quando comincia il giorno ? “

Uno tra loro rispose: 
” Quando si alza il sole ed i suoi dolci raggi abbracciano la terra e la rivestono d’oro. Allora, un nuovo giorno comincia “

Ma il maestro non fu soddisfatto da tale risposta. 
Così, un altro discepolo s’arrischiò ad aggiungere: 
” Quando gli uccelli cominciano a cantare in coro le loro lodi e la natura stessa riprende vita dopo il sonno della notte. Allora, un nuovo giorno comincia “

Anche questa risposta non accontentò il maestro. 
Uno dopo l’altro, tutti i discepoli tentarono di rispondere. Ma nessuno riuscì a soddisfare il maestro. 
Infine, i discepoli si arresero e con agitazione domandarono loro stessi al maestro : 
” Allora, dacci tu la risposta giusta ! Quando comincia il giorno ? “

Ed ecco il maestro rispondere con estrema calma: 
” Quando vedete uno straniero nell’oscurità ed in lui riconoscete vostro fratello, in quel momento il giorno è nato ! Se non riconoscete nello straniero vostro fratello o vostra sorella, il sole può essere sorto, gli uccelli possono cantare, la natura può ben riprendere vita. Ma fa ancora notte, e le tenebre sono nel tuo cuore ! “

UN GRIDO DEL CUORE

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Ho conosciuto, una volta, un uomo che era in Psicanalisi !
Lo studio del suo Medico era di fronte ad un vecchio Ospedale Psichiatrico in mattoni rossi, situato nella parte più vecchia della città.
Un giorno, come faceva regolarmente da alcuni anni, il mio amico scese lungo la strada, per raggiungere la macchina, posteggiata davanti all’Ospedale.

All’improvviso, udì provenire dall’ultimo piano un grido, che gli fece raggelare il sangue: un grido, che sembrava esprimere il dolore più profondo, che possa provare una persona !
Questo suono gli si impresse nell’anima…

Il giorno dopo, di nuovo sul divano, raccontò al Medico di quel grido. Il Terapeuta, con stupore del mio amico, si meravigliò che egli ne parlasse e gli chiese il medico :
” Vuol dire che l’ha sentito solo ora ? Dopo tutti questi anni ? Tutti quelli che gridano è lì che li mettono, all’ultimo piano, dall’altra parte della strada ! “

Ed il mio amico mi disse che, da quel giorno, era riuscito quasi sempre a sentire quelle grida…
rifletté e disse :
” Le grida sono tutt’intorno a noi ! Ed aspettano le nostre orecchie, i nostri occhi e le nostre mani ! “

« Per questo, a loro parlo con Parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono! Così, si compie per loro la Profezia di Isaia, che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete…Perché il cuore di questo Popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi ed hanno chiuso gli occhi: perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore, e non si convertano, ed io li guarisca !”
Beati, invece, i vostri occhi perché vedono, ed i vostri orecchi perché ascoltano… In verità, io vi dico: molti Profeti, e molti giusti, hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro,
ed ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono ! »
(“Matteo 13, 13-16”)

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Concedimi di vivere sempre nella tua presenza di Amore. 
Aiutami a studiare alla tua presenza, a giocare alla tua presenza, a rallegrarmi nella tua presenza, a riposarmi nella tua presenza, poiché se pensassi che tu sei lì, Signore, se mi aprissi al tuo Amore che si offre, mai più sarei solo, mai più sarei debole. 
Non potrei più, davanti a te, fare il male che mi capita di fare, perché sarei, non come il bambino che ha paura che la mamma lo veda e teme di essere punito, ma come il ragazzo che, scoperto l’immenso amore di sua madre, con la sua vita non desidera che una cosa sola: renderle grazie.

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Sai che cos’è? Vuoi sperimen­tarla?

Chi la scopre, sperimenta una strada di preghiera che trasforma la vita.

Anzitutto…

Prima di tutto riconosci che la preghiera è dono e che hai sempre bisogno di imparare a pregare.

Ti sei già posto con realismo il problema?

Quando preghi se sei sincero, ti accorgi che è più il tempo che passi nelle distrazioni, del tempo che stai con il Signore.

Se sei sincero, capirai che la tua preghiera è parolaia, e non ti mette a contatto con Dio.

Se sei sincero, capirai che c’è tanta poca preghiera nella tua pre­ghiera.

Certi rosari che la gente recita sono mucchi di foglie secche. Prova un po’ dopo un rosario a farti la domanda: ma ho parlato con la Madonna? Che cosa le ho detto? Il Papa raccomanda il rosario ogni giorno, ma non intende certo il rosa­rio parolaio che non lascia spazio alla riflessione e al contatto con la Vergine Santa.

Ti sei già accorto?

Hai già notato che quando preghi sei abituato a dare consigli a Dio, sei abituato a imporre la tua volontà a Dio e sei abituato a chiedere, chie­dere, chiedere, sempre chiedere.

Questo è proprio preghiera? Hai già notato che ringrazi tanto poco? Sei immerso nei doni di Dio dal mattino alla sera e sei capace a passare anche un giorno intero sen­za mai dire un grazie sincero a Dio. Ti comporti con Dio come certi bambini maleducati che prendono e pretendono e non dicono mai gra­zie.

Sei anche capace a stare giorni e settimane senza un grazie sincero a Dio.

La preghiera parolaia scade fa­cilmente nell’ipocrisia, perché chi vi è abituato si illude di pregare, invece non prega affatto.

L’abitudine alla preghiera paro­laia è un male terribile che addormenta la coscienza e illude. L’abitudine alla preghiera paro­laia si potrebbe chiamare il cancro della preghiera.

Dire basta!

E’ urgente dire basta! E’ urgente interrogarti: “ma io so pregare?” Se è parlare con Dio ed è ascolta­re Dio, dopo la preghiera dovrei avere la sensazione di aver parlato con Lui, di aver comunicato con Lui. S. Agostino ha detto:

“Come può Dio ascoltarti se quando hai pregato non sai cosa gli hai detto?”

Una domanda

Ecco ora una domanda chiave, una domanda inquietante. Da tanti anni preghi, ma che cosa è cambiato nella tua vita?

La tua preghiera, sin qui, che cosa ti ha dato? Li conosci i tuoi difetti? Lavori intorno ai tuoi difet­ti? E’ migliorata la tua vita spiritua­le? Sei cresciuto?

Se la preghiera è separata dalla vita è la prova che è una preghiera da poco, forse non è neppure preghie­ra, forse devi ricominciare tutto da capo…

Prova a farti alcune domande es­senziali:

– Che cos’è pregare?

– Qual è l’anima della preghiera?

– Cosa posso fare per cominciare a pregare veramente?

Devi cioè introdurti nella pre­ghiera vera, che noi chiamiamo pre­ghiera del cuore.

Non pensare a niente di senti­mentale, la preghiera del cuore è un cammino spirituale serio, ma che ti aprirà le porte della vita spirituale profonda, se tu avrai l’umiltà e il desiderio concreto di imparare…

La preghiera del cuore si potreb­be anche chiamare: preghiera di silenzio o preghiera contemplativa.

Ma insomma, cos’è la preghiera del cuore?

Per rispondere in modo adeguato vorrei spiegarti prima qual è la vetta della preghiera del cuore, ma natu­ralmente per arrivare alla vetta biso­gna prendere delle abitudini nuove nella preghiera.

La vetta

Dunque la vetta della preghiera del cuore è la preghiera sanguinante del Getzemani:

“Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta”

Crediamo che non ci sia una pre­ghiera più grande di questa.

Ma per arrivare alla vetta biso­gna camminare decisi nella preghie­ra del cuore e prendere abitudini nuove.

Abituati ogni giorno a dedicarvi un quarto d’ora (faresti bene a con­trollare il tempo con l’orologio) e impegnati:

– a rilassarti, sta seduto o sta in ginocchio, ma ben rilassato

– chiudi gli occhi

– concentra il tuo pensiero sulla presenza di Dio in te. Gesù ha detto: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,22).

– concentrati per esempio sulla presenza in te dello Spirito Santo, e scegli una parola da ripetere inces­santemente come:

“Spirito Santo, aprimi all’amo­re”oppure “Spirito Santo, io ti amo” o semplicemente “Spirito Santo!”

Oppure, concentrati sulla presen­za di Gesù in te e prega ripetendo, se credi:

“Gesù Salvatore, salvami” op­pure “Gesù, io ti amo” o semplice­mente “Gesù!”

Oppure concentrati sulla presen­za del Padre in te e prega ripetendo, se credi:

“Padre mio, mi abbandono a te”

oppure “Padre, io ti amo” o sempli­cemente “Padre!”

– al termine del quarto d’ora di intimità con Dio, fatti questa do­manda:

Signore, qual è la gioia che pos­so dare oggi a chi vive accanto a me?

Signore, qual è la tua volontà su di me, oggi?

Ecco, questo è l’allenamento alla preghiera del cuore.

La preghiera del cuore non deve mai trascurare la preghiera di ascol­to. E’ la Parola di Dio la linfa vitale della preghiera cristiana. La pre­ghiera del cuore è il momento cul­minante dell’ascolto. Ogni giorno prega il Vangelo della Liturgia del giorno collegandolo sempre alla tua vita concreta. Da quel Vangelo tro­va una parola/messaggio che utiliz­zi per fare la preghiera del cuore rivolto al Padre, o al Figlio, o allo Spirito Santo, presenti in te.

Sii costante e toccherai con mano la potenza della preghiera del cuore sulla tua vita.

 

DIO E’ AMORE

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Una volta una bambina domandò alla mamma:
“ Mamma, chi è Dio ? ”

La mamma rimase sbalordita da quella domanda così ardita.
D’altra parte, era contenta che proprio la sua bambina le avesse fatto quella domanda tanto importante.

Allora, come per ringraziarla, se la prese tra le braccia e se la strinse forte al petto e la baciò.

In quel momento, le venne la risposta:
“ Cara bambina mia, Dio è quello che provi ora con me ! ”

Dio è un abbraccio. Dio è un bacio.
“Il padre gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”… 
( Lc 15, 20 )

LA VITA

Ama la vita,
perchè è la cosa più preziosa che hai.
Rispettala ,Gratificala, e riempila d’amore,
intrecciala con la persona che ami,
donagli un fiore e un sorriso ogni giorno,

affinchè ella possa rigenerarsi,
Credi nella vita,
e portala sempre con te,
stringigli la mano e fatti guidare,
non aver paura,
lei non ti abbandonerà mai.

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Dammi un cuore per amarti, dammi occhi per vederti, dammi orecchi per udire la tua voce, dammi labbra per parlare di te, il gusto per assaporarti. Dammi l’olfatto per sentire il tuo profumo, dammi mani per toccarti e piedi per seguirti.

 

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Si racconta di un medico, che entrò in ospedale, subito dopo essere stato chiamato, urgentemente, dalla chirurgia !
Rispose alla chiamata, non appena possibile, e, messo il camice, andò direttamente al blocco chirurgico.
Davanti alla sala operatoria, trovò il padre del bambino, che gli gridò:

” Perché è venuto così tardi? Perché tutto questo tempo? Non sa che la vita di mio figlio è in pericolo? Dov’è il suo senso di responsabilità ? “

Il dottore sorrise, imbarazzato, e disse:
” Mi dispiace, non ero in ospedale, e sono arrivato velocemente, per come ho potuto, dopo aver ricevuto la chiamata…
Ed ora, vorrei che si calmasse, in modo che io possa fare il mio lavoro ! “

disse il padre, arrabbiato :
” Devo stare calmo ? Cosa succederebbe, se suo figlio si trovasse, in questo momento, nei panni del mio bambino ? Starebbe tranquillo ? “

Il dottore sorrise, tristemente, e rispose:
” Le voglio dire quello che ha detto Giobbe, nella «Bibbia»:
“Dalla polvere siamo venuti, ed in polvere ritorneremo:
sia benedetto il nome di Dio ! ” Noi medici non possiamo fare sempre miracoli ! Stia tranquillo, comunque: faremo tutto il possibile, per suo figlio ! “

mormorò il padre :
” Dare consigli, quando non siamo in questione, è così facile !”

L’intervento durò qualche ora , alla fine, il medico uscì, dalla sala operatoria, felice, e disse al padre:
” Grazie a Dio, suo figlio è salvo ! “

e, senza attendere la risposta del padre, guardò l’orologio,
ed andò di fretta, dicendo:
“Se vuole sapere altro, chieda all’infermiera!”.

disse il padre, all’infermiera :
” Perché è così arrogante ? Non poteva aspettare qualche minuto, e dirmi di più, sullo stato di mio figlio ? “

L’infermiera, con le lacrime al viso, gli rispose:
” Il figlio del dottore è morto ieri, in un incidente stradale, ed era al funerale, quando l’abbiamo chiamato, per l’urgenza: ed ora che il suo bambino è fuori pericolo, e sta bene, lui è corso a vedere la sepoltura di suo figlio ! “

“Non giudicare mai nessuno, perché non sai cosa sta vivendo, realmente, chi hai davanti a te…”.

UN CUORE ATTENTO

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Siamo molto ma molto bravi a pensare sempre ed unicamente a noi stessi e ci dimentichiamo completamente degli altri  e perdiamo di vista le prospettive della nostra vita pensando unicamente alle nostre aspettative.

Non dobbiamo commettere questo errore  e questa storia può darci una mano 🙂

Nella Facoltà di Medicina di una importante Università, il Professore di Anatomia, come esame finale,distribuì a tutti gli studenti un questionario !
Uno studente, che si era preparato minuziosamente, rispose prontamente a tutte le domande, fino a quando arrivò all’ultima…

La domanda era:
« Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie ? »

Lo studente consegnò il ” Test “, lasciando l’ultima risposta in bianco.
Prima di consegnare il compito,
domandò al Professore se l’ultima domanda del “Test”
avrebbe contato ai fini del voto.

rispose il professore :

« È chiaro ! nella vostra carriera, voi incontrerete molte persone !
Hanno tutte il loro grado d’importanza…Esse meritano la vostra attenzione, anche con un piccolo sorriso, od un semplice: ” Ciao ! “»

Lo studente non dimenticò mai la lezione, ed imparò che il nome di battesimo della donna delle pulizie era Marianna ! .

“L’incorreggibile peccato del nostro tempo è che tutti vogliono mettere subito a posto le cose, e si dimenticano che, per fare questo, hanno bisogno degli altri…”.