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Desideriamo ardentemente che Gesù con la sua chiave apra la porta del nostro carcere e dissolva le ombre che ci circondano. L’Avvento da voce a questo nostro desiderio di non rimanere da soli nel carcere della nostra paura, della nostra depressione, della nostra solitudine. Invochiamo Gesù affinché venga e apra la porta per entrare dentro di noi.

La III Domenica di Avvento è chiamata del Gaudete, della gioia. ” Il Signore è vicino!”. La gioia cristiana non è semplice spensieratezza, divertimento o assenza di preoccupazioni, ma è consapevolezza che, nelle angustie dell’esistenza, non siamo abbandonati, ma abbiamo in mezzo a noi un Salvatore potente, capace di soccorrerci dalle sventure della vita.

Ad ogni uomo è chiesto di riconoscerlo nei segni semplici e quotidiani che egli propone: la sua presenza non si impone come un fulmine che devasta e sovverte l’ordine naturale degli eventi, ma è una Parola che suscita la conversione, perchè, come una spada a doppio taglio, è capace di trafiggere il cuore, di ripulirlo dalla “pula”, cioè dal peccato che si annida nella coscienza di ognuno, invitando a vivere nella sobrietà e nell’onestà.

Cristo è la Buona Notizia di salvezza: a lui possiamo consegnare le nostre necessità e trovare luce e forza per il cammino. Egli dona la pace del cuore e la felicità di avere accanto un compagno di viaggio, una guida, un maestro che indica la via verso la santità.

L’Avvento ci invita a preparare la via al Signore che viene. Giovanni Battista, il precursore di Gesù, annuncia l’urgenza di questo impegno, facendo riecheggiare nelle sue parole le antiche profezie, rappresentate dal testo del profeta Baruc: colmare le valli, spianare la terra, perchè ” Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio”. La preparazione serve perchè noi, il nuovo Israele di Dio, possiamo procedere sicuri nelle sue vie. Il Dio che viene chiede di metterci in cammino, perchè l’incontro avviene con il movimento di due persone che si vogliono trovare, conoscere, amare.

Il dato interessante del Vangelo sta nella sua accurata configurazione temporale: Il Signore del tempo e della storia viene in un anno preciso, in una situazione ben determinata, in un luogo specifico. L’incarnazione è reale, puntuale e santifica il tempo e la storia umana. Ogni istante è il momento giusto per accogliere il Signore. Egli viene per ciascuno di noi, per santificare la nostra vita, per renderci terreno d’avvento per la sua venuta, per dare gioia e sicurezza ai nostri passi.