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L’IMMACOLATA CONCEZIONE

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La devozione all’Immacolata è un segreto

 che molti ancora non conoscono,

 o lo conoscono e lo praticano solo superficialmente,

mentre è la sostanza di tutta la santità.
     

( San Massimiliano Kolbe)

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Beata+Vergine+Maria+Regina

Maria è la “tutta santa”,

colei che precede tutti

nell’’adesione esclusiva al Cristo per amore.

 E’ la Vergine per eccellenza.      

(P. Valentino di S. Maria)

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Spesso ho vissuto di speranza contro ogni speranza e ho spinto la mia speranza fino alla totale fiducia in Dio.

Santa Faustina

Dopo le tentazioni del deserto Gesù ritorno nel suo paese pieno di Spirito Santo. Colmato da questo Spirito e confermato dal Padre suo afferma il compimento della profezia di Isaia. Colui che ha lo Spirito del Signore è giunto, Cristo è venuto a liberarci, a ridarci la vista, a portarti il lieto annuncio. Egli è venuto a proclamare l’anno di grazia del Padre nostro.

Ascoltiamolo  e mettiamoci alla sua sequela…

Lettura
Gesù si reca nella sinagoga di Nazaret, di sabato, e qui rivela pubblicamente qual è la missione che è venuto a realizzare. Nella prima lettura, l’amore per i fratelli è indicato come testimonianza del nostro amore per Dio: se non amo il fratello che vedo, infatti, come posso amare Dio che non vedo?

Meditazione
Gesù, dopo aver ricevuto il battesimo, viene condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato. Ora, quello stesso Spirito, lo conduce in Galilea dove insegna nelle sinagoghe: la sua fama si diffonde e tutti ne fanno grandi lodi. Questo è il contesto in cui Luca colloca il discorso programmatico di Gesù nella sinagoga di Nazaret, in cui svela che tipo di missione si sta preparando a realizzare. Quel sabato tocca a Gesù leggere pubblicamente il testo sacro: gli viene dato il rotolo del profeta Isaia. Quelle parole diventano la chiave interpretativa del suo ministero. La discesa dello Spirito, di cui parla Isaia, richiama il battesimo ricevuto da Gesù e lo Spirito che è sceso su di lui interpretando l’evento come un momento di consacrazione in vista della missione che lo attende e che sarà svolta sotto la costante azione dello Spirito. Tutto l’agire di Gesù si concretizzerà in azioni di liberazione e nell’annuncio di un lieto messaggio, dell’anno di grazia del Signore. Destinatari prediletti di questo operare saranno i poveri, categoria a cui appartengono i ciechi, i prigionieri, gli oppressi. È Gesù stesso che applica a sé la profezia di Isaia: in lui la Scrittura si compie, per questo è arrivato l'”oggi” della salvezza. Come aveva fatto presentando la missione del Battista (Lc 3,4-6), inserendo un testo del profeta Isaia capace di svelare il senso della missione di Gesù, Luca ci rivela come l’agire del Signore, i suoi gesti e le sue parole, non siano un fatto isolato, da analizzare semplicemente in se stesso, ma rientrino nel piano salvifico del Padre iniziato con la creazione del mondo. L’agire di Gesù non era orientato dalle emozioni del momento, da un impulso incontrollato, ma dall’ascolto obbediente della Parola di Dio. Questa scelta di Gesù si trasforma in un invito rivolto a ciascuno di noi: vivere la nostra quotidianità alla luce della Scrittura, fare di essa il criterio di discernimento che ci aiuta a dare un senso alla nostra vita.

Preghiera
«Sul rotolo del libro di me è scritto, che io faccia il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero, la tua legge è nel profondo del mio cuore» (Sal 40,8-9): con le parole del Salmo, chiedo a Dio la grazia di fare della sua parola la realtà che orienta il mio cuore.

Agire
Dopo aver letto il Vangelo del giorno, scelgo una parola e cerco di richiamarla alla mente durante la giornata in modo che, pian piano, diventi “luce nel mio cammino”.

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Dal Vangelo secondo Luca  4,14-22a

 

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:” Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro:” Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Tutti gli davano testimonianza ad erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Una positività totale nella vita deve guidare l’animo del cristiano, in qualsiasi condizione si trovi, qualsiasi rimorso abbia, qualsiasi ingiustizia senta pesare su di sé, qualunque oscurità lo circondi, qualunque inimicizia, qualunque morte lo assalga, perché Dio, che ha fatto tutti gli esseri, è per il bene.
Dio è l’ipotesi positiva su tutto ciò che l’uomo vive.

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Accosta il tuo orecchio al mio Cuore 

e dimentica tutto e medita

sulla mia insondabile Misericordia.

Il mio amore ti darà la forza

e il coraggio che ti è necessario.

 

Gesù a Santa Faustina

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Un altra riflessione che ci viene data dal vangelo di oggi ci porta a guardare al miracolo eucaristico, L’Eucarestia. Nostro Signore con questo miracolo ci da un anticipo del grande miracolo che si compirà nella sera dell’Ultima cena e che si compie oggi ogni giorno quando nelle nostre chiese ci riuniamo e spezziamo il pane vivendo questo grande mistero che ci è stato affidato.

Dobbiamo sempre guardare all’Eucarestia, al pane che ci dona forza e vita, che ci dona la presenza autentica e duratura di Cristo Signore.

 

In questo Vangelo, al sesto capitolo, Giovanni ci vuol parlare dell’Eucaristia e inizia con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ecco: Gesù vede una grande folla che accorre a Lui e… “ha compassione di loro perché erano come pecore che non hanno pastore e si mise ad insegnare loro molte cose”. Gesù è un Dio compassionevole e il suo Cuore è Cuore misericordioso: ci accetta e ama così come siamo… Egli “prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; e divise i due pasci fra tutti” ed erano cinquemila uomini…! Questo miracolo Gesù lo fa come insegnamento e per preparare la gente ad accogliere il Mistero grande dell’Eucaristia che Egli vuole istituire nella Chiesa. Lo fa per sfamare l’uomo, tutti noi, dalla nostra fame esistenziale, quella che abbiamo di Dio. E solo Dio Amore può sfamare l’uomo, che è assetato d’amore. Infatti verso la fine del capitolo sesto leggiamo: “Io sono il Pane vivo disceso dal Cielo, chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue avrà la vita eterna. Egli ha compassione del suo popolo, ha compassione di noi che non riusciamo mai a sfamarci perché le cose del mondo sono come paglia secca, ma il suo è un Cibo supersostanziale: è il Pane degli Angeli, è la Carne e il Sangue del Figlio di Dio disceso in terra; e “chi ne mangia non avrà più fame e chi ne beve non avrà più sete. E Sant’Agostino scriveva: “Il mio cuore è inquieto, o Dio, finché non si riposa in te!”. Egli ci sfama con la sua Parola e con la Santa Eucaristia. E ciò avviene in ogni Santa messa dove l’insegnamento di Gesù si celebra nella prima parte e nella seconda parte: la Liturgia Eucaristica.

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Una prima riflessione che il vangelo oggi ci ispira è questa: di non restare sempre in disparte che  qualcuno faccia il primo passo. Dobbiamo essere noi a prendere l’iniziativa, a fare il primo passo, a venire incontro a chi ha bisogno

In poche parole: DOBBIAMO ESSERE NOI IL MIRACOLO

 

Con quello che avete, dice Gesù ai suoi, dovete sfamare voi quella gente, affidando tutto da voi alla realtà di Dio.

Il trattenere le realtà a noi non permette la moltiplicazione; solo l’affidarci e l’affidare a Dio ottiene il miracolo.

Dobbiamo imparare, ci dice indirettamente il Vangelo, a prendere le cose che abbiamo per fare il miracolo di sfamare il prossimo.

E’ vero che non si arriva dappertutto, ma Dio ci pone, se noi ci disponiamo e disponiamo a Lui, là dove occorre la nostra presenza.

Allora appare evidente anche l’importanza della nostra disponibilità alla realtà di Dio: Egli moltiplica la sua presenza attraverso di noi.

Non dobbiamo nemmeno dire:è poco, è niente,…L’importante che quello che siamo o abbiamo sia inserito nel tutto di Dio.

Il miracolo è anche accorgersi che attraverso di noi passa il miracolo di Dio per gli altri; e questo ci fa capire che siamo noi i primi miracolati.

Infine, il Vangelo ci richiama all’importanza del partire da noi stessi a sfamare gli altri; non aspettiamo, ma facciamo noi il primo passo!

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Dal vangelo secondo Marco  6,34-44

 

In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perchè erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, ordinò ai discepoli di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perchè li distribuissero loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. quelli che avevano mangiato i pani erano circa cinquemila persone.